PAOLA, 1 LUG.Il sequestro di cinque depuratori situati in altrettanti comuni della costa tirrenica cosentina è stato disposto dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Paola che ipotizza le ipotesi di reato di danneggiamento del territorio, disastro ambientale, omissione di atti d’ufficio in riferimento al mancato funzionamento degli impianti ed all’inquinamento del mare che ne deriva.

La Procura ha anche emesso alcuni avvisi di garanzia. Titolare dell’inchiesta è il sostituto procuratore Eugenio Facciolla.

IMPIANTI SEQUESTRATI – I carabinieri hanno apposto i sigilli agli impianti di Santa Maria del Cedro, Grisolia, Diamante e due strutture siti nel comune di Maierà. Il sequestro non rappresenta una novità assoluta. Alcuni degli impianti incriminati sono già stati sequestrati e dissequestrati in passato e comunque tutti garantiranno il normale funzionamento. Sotto stretta osservazione sono considerati invece gli impianti di Fiumefreddo, Paola, Fuscaldo e Guardia Piemontese.

L’inchiesta, che sarebbe scattata dopo le ennesime proteste dei turisti che in questi giorni affollano la costa, e che lamentano di trovare il mare sporco, vedrebbe indagate una ventina di persone, tra amministratori locali e gestori tecnici.

Le ipotesi di reato vanno dal danneggiamento aggravato del territorio alle violazioni di norme in materia d’ambiente fino all’omissione di atti d’ufficio.

Redazione CalabriaReport



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