IL TESORO OCCULTO DI VITO CIANCIMINO

BLITZ DELLA DIA IN TERRA DI ABBRUZZO Denaro di provenienza illecita usato per conto di boss mafiosi: con questa accusa sono finiti in carcere tre persone che avrebbero utilizzato capitali provenienti dal “tesoro occulto” dell’ex sindaco..

PALERMO - Sequestrati beni per un valore di 2,5 milioni a presunti fiancheggiatori dei mandamenti palermitani. Denaro di provenienza illecita usato per conto di boss mafiosi: con questa accusa sono finiti in carcere tre persone che avrebbero utilizzato capitali provenienti dal “tesoro occulto” dell’ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino.

Gli arrestati sono l’ad della società “Alba D’Oro”, Nino Zangari, di 44 anni, già assessore allo sport al comune di Tagliacozzo; Augusto Ricci, di (47), e Achille Ricci (51), per i quali sono stati disposti gli arresti domiciliari. “Le indagini - ha spiegato il comandante del nucleo Pt Antonio De Nisi - hanno accertato l’importazione di capitali illeciti grazie ai quali l’Alba D’Oro ha realizzato il complesso turistico ‘La Contea’ a Tagliacozzo e acquistato terreni”. “Abbiamo accertato - ha detto il colonnello Matera - che i fondi provenivano dalla Sirco Spa, società con sede a Palermo,controllata da Gianni Lapis, avvocato tributarista e prestanome di Ciancimino”. La Sirco deteneva il 50 per cento delle quote dell’Alba D’Oro, il resto era diviso fra i tre arrestati.

REDAZIONE



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