| OMICIDIO CITRINITI: MORIRE PER UNA BANALITA’ | |
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MORTO A 24 ANNI PER UNA BANALITA’ : UNO SCHERZO DI CARNEVALE. Un semplice schizzo di una bomboletta spray contenente schiuma da barba che ha causato prima una lite e poi l’aggressione durante la quale è spuntato un coltello con una lama lunga poco più di sei centimetri. |
CATANZARO - Un banale portachiavi, visto che all’estremità del coltello si trova una catenina con un anello per inserire le chiavi. Ma è bastato per stroncare la vita di Massimiliano Citriniti, studente ventiquattrenne di Catanzaro. E, a distanza di poche ore dal delitto, la polizia ritiene di aver individuato i colpevoli. Al punto che è stato emesso un provvedimento di fermo (eseguito poche ore dopo) nei confronti di Gianluca Passalacqua, di 23 anni, e del cognato, V.B., di 17, entrambi di etnia rom, quest’ultimo sospettato dagli inquirenti di aver sferrato la coltellata mortale. L’accusa, per entrambi, è di omicidio aggravato da futili motivi.
I provvedimenti sono stati emessi dal sostituto procuratore della Repubblica del tribunale ordinario, Simona Rossi, e dal collega del tribunale per i minorenni, Beniamino Calabrese. La dinamica dell’accaduto è stata sommariamente spiegata nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta ieri mattina in Questura e alla quale hanno partecipato il capo di gabinetto Nicola Miriello, il dirigente della squadra mobile Francesco Rattà e il suo vice Saverio Mercurio, il dirigente del commissariato del quartiere Lido Giacomo Cimarrusti, il commissario Elio Caloiero e e l’ispettore Giorgio Pezzutto dell’Ufficio Minori. Citriniti, secondo quanto ricostruito dalla polizia, si era recato, probabilmente non da solo, al centro commerciale “Le Fornaci”, che si trova in località Fortuna del quartiere Lido, per trascorrere la domenica di carnevale. Nel centro Citriniti, tra l’altro, avrebbe spruzzato la schiuma contro V.B. 17 anni, ed alcune persone che si trovavano con lui. Il minore non avrebbe accettato lo scherzo ed avrebbe risposto con uno schiaffo. Da qui è subito scattata una colluttazione, proseguita fuori dal centro commerciale, in un sottopassaggio dell’area parcheggio. Qui è spuntato il coltello con il quale fatalmente, almeno secondo gl’inquirenti, Citriniti è stato ferito tra le due costole andando in profondità sino a pochi centimetri dal cuore. Scattati subito i soccorsi lo studente universitario è stato trasportato nell’ospedale “Pugliese” di Catanzaro, dove poco prima delle 21 è deceduto. La polizia, giunta sul posto del delitto, ha subito avviato le indagini «che sono state condotte - ha detto il dirigente Rattà - con metodi tradizionali d’investigazione e con la collaborazione tra la squadra mobile, le volanti e il commissariato di Lido». E, nonostante il centro commerciale fosse affollatissimo al momento dell’omicidio, i testimoni della vicenda hanno tenuto «un atteggiamento improntato ad assoluta omertà». Nessuno, secondo quanto hanno riferito gli investigatori, ha voluto collaborare con la polizia, che ha avuto enormi difficoltà nel ricostruire la dinamica ed identificare i presunti responsabili. I due fermati, durante l’interrogatorio, avrebbero fatto parziali ammissioni, confermando la loro partecipazione alla rissa. Gli investigatori stanno proseguendo le indagini per identificare tutte le persone coinvolte nella rissa. Per quanto riguarda, invece, l’omicidio, gli investigatori, con il fermo di Passalacqua e del minore, ritengono chiuso il cerchio delle responsabilità. La polizia ha confermato che Citriniti non conosceva nè Passalacqua (che sarà difeso dall’avvocato Nerina Chimirri), nè il minore (che sarà assistito dall’avvocato Gregorio Viscomi). Oggi dovrebbe essere effettuata l’autopsia di Citriniti mentre i funerali sono previsti per domani, alle ore 15, 30, nella chiesa di Lido a cura delle onoranze funebri Mercurio.











































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