SPECIALE MASSIMILIANO CRITINITI
COLPITO AL CUORE DA UN FENDENTE: Un ragazzo, di cui al momento non si conosce l’identità, ha tirato fuori un coltello e ha scagliato un fendente contro il suo contendente, Massimiliano Citriniti, 25 anni, del capoluogo, colpendolo vicino al cuore e uccidendolo.

CATANZARO - L’aggressione è giunta violenta, di quelle che non ti aspetti. Soprattutto se davanti agli occhi compare una lama di coltello che luccica sotto la luce artificiale delle lampade. E che colpisce senza darti la possibilità di difenderti facendoti incontrare la morte. È quello che è successo, intorno alle ore 19 di ieri, all’interno del centro commerciale “Le Fornaci” in località Passo di Salto, nel rione Fortuna di Catanzaro. Protagonisti, secondo una prima sommaria ricostruzione, un ragazzo, di cui al momento non si conosce l’identità, che avrebbe avuto un alterco al termine del quale ha tirato fuori un coltello e ha scagliato un fendente contro il suo contendente, Massimiliano Citriniti, 25 anni, del capoluogo, colpendolo vicino al cuore e uccidendolo. Il giovane si sarebbe accasciato subito al suolo in una pozza di sangue. Il tutto davanti agli occhi dei clienti del centro commerciale, atterriti dalla scena. Il giovane aggressore, alla vista del suo coetaneo che giaceva a terra, si è subito dato alla fuga. Le urla dei clienti del centro commerciale hanno attirato sia il servizio di vigilanza interno sia i titolari dei negozi. Tutti a dare l’allarme. Sul posto si sono immediatamente precipitati gli agenti del commissariato di Lido, guidato da Giacomo Cimarrusti, e i sanitari del servizio d’urgenza ed emergenza medica “118″ che hanno subito soccorso Massimiliano Citriniti, rendendosi conto che il suo stato di salute era molto grave. Il venticinquenne è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale “Pugliese” del capoluogo dove è entrato con un codice rosso, segno che la persona che ha bisogno delle cure mediche si trova in gravissimo pericolo di vita. Il fendente scagliato dal suo aggressore si sarebbe fermato molto vicino al cuore e le sue condizioni di salute sono disperate. I sanitari avrebbero dovuto sottoporre il giovane a un intervento chirurgico per riuscire a suturare la ferita e salvargli la vita. Era tutto pronto nel reparto di Chirurgia toracica, guidato dal primario Antonio Di Virgilio, giunto nei giorni scorsi al “Pugliese” dal Policlinico universitario dopo la nomina del direttore generale Ciconte. Ma la situazione già grave è peggiorata ulteriormente col passare dei minuti sino al punto in cui il cuore del giovane si è fermato. I sanitari hanno fatto il possibile per rianimarlo, compreso il massaggio cardiaco, ma non c’è stato nulla da fare. Massimiliano Citriniti, purtroppo, è morto circa due ore dopo l’aggressione. Nel frattempo, i poliziotti giunti sul posto hanno subito avviato le indagini per cercare di ricostruire l’accaduto e, soprattutto, di dare un volto all’aggressore. A quanto sembra, l’arma del delitto sarebbe stata buttata dall’aggressore in un angolo e recuperata dai polizotti. Gli agenti hanno anche sentito sino a tarda ora diversi testimoni che erano sul luogo dell’aggressione per cercare di dare un’identità al giovane. È quindi scattata una vera e propria caccia all’uomo che è proseguita sino a tarda ora per riuscire ad assicurare il malvivente alla giustizia. La Polizia ha effettuato diversi posti di blocco in tutta la zona segnalando, in modo particolare, la descrizione sommaria dell’aggressore: la corporatura, il colore di capelli e gli abiti che indossava nel momento in cui ha scagliato il fendente. Al momento, però, dell’aggressore nessuna traccia. Gli agenti stanno anche cercando di capire se i due protagonisti della vicenda erano da soli o in compagnia di altre persone che potrebbero essere i complici, consapevoli o meno, di quello che ormai è un omicidio in piena regola. E, anche, per cercare di capire se nella lite che ha scatenato l’aggressione erano coinvolti altri giovani o se, al contrario, è scoppiata solo tra Massimiliano Citriniti e il suo aggressore. Anche perchè il giovane era un ragazzo come tanti: aveva una vita normale e studiava ingegneria all’università di Cosenza. Era rimasto a casa sino al pomeriggio a guardare al tv, forse l’incontro di calcio del Catanzaro, e poi era uscito per trascorrere l’ultima parte della domenica. Non sapendo di andare incontro alla morte.

GAZZETTADELSUD



Commenti

  1. 1
    The shark
    23 Febbraio 2009 alle 12:29

    ma come si può morire a 24 anni accoltellato…aiuto ma dove viviamo. Dopo le lacrime spero che faccia il suo compito la giustizia, collabori chi sa e chi ha visto.
    Sono scosso e voglio giustizia.
    Esprimo le mie più sentite condoglianze alla famiglia.

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