OPERAZIONE GOLDEN HOUSE: UNA FRANA GIUDIZIARIA TRAVOLGE L’EDILIZIA VIBONESE
VIBO VALENTIA 6 Febbraio 2009
| MAXISEQUESTRO DI IMMOBILI TRA VIBO E BIVONA | |
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Sono impressionanti le cifre dell’Operazione “Golden House” scattata alle prime luci del mattino nell’hinterland vibonese. Il blitz è stato compiuto dagli uomini delle Fiamme Gialle, sotto l’egida del procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo, |
VIBO VALENTIA - Alle 11.30, presso il comando provinciale di Vibo Valentia della Guardia di Finanza, gli inquirenti hanno illustrato i dettaglia dell’operazione ”Golden house”.
Sono sei in totale gli indagati nell’ ambito dell’ inchiesta ‘Golden House’ condotta dalla Procura vibonese, che ha portato al maxisequestro di 120 appartamenti e altri 8 corpi di fabbrica per reati legati alla tutela del territorio. Nel lotto degli indagati rientrano imprenditori, professionisti e dipendenti della pubblica amministrazione. Indagato anche il funzionario del Comune di Vibo Valentia, responsabile, secondo l’accusa, del procedimento di rilascio delle concessioni edificatorie nell’aree incriminate.
Gli immobili sequestrati erano stati realizzati nell’hinterland vibonese, tra Bivongi e Vibo Marina, in aree sottoposte a vincolo idrogeologico dopo la tragica alluvione del 3 luglio del 2006. Le costruzioni residenziali ad alta vocazione turistica sono collocate in due differenti complessi, uno denominato ‘Santa Venere’ con sede a Vibo Marina, e l’altro ‘Marinate’ edificato nel comune di Bivona. Il primo complesso e’ composto da due corpi di fabbrica che ospitano 120 appartamenti, mentre il secondo si articola in da otto complessi residenziali, che sarebbero diventate ville bi e trifamiliari,
Secondo quanto accertato dalle Fiamme gialle, i lotti sono stati edificati illegalmente e in zone ad alto rischio di dissesto idrogeologico, in particolare nelle aree colpite dalla drammatica alluvione del 2006, violando la vigente perimetrazione del PAI(Piano di Stralcio per l’Assetto Idrogeologico). Da evidenziare come una delle aree sulle quali sorgono le costruzioni e’ quella di Bivona, teatro della tragica alluvione nella quale morirono tre persone, tra cui un bambino.
Le indagini erano distribuite in due differenti filoni intrapresi dal Nucleo di polizia tributaria di Vibo Valentia e dalla stazione navale di Vibo Marina, successivamente confluite in un unico fascicolo.
L’inchiesta e’ solo alle fase iniziali di un lungo iter che potrebbe destabilizzare numerosi equilibri preesistenti nel vibonese. E’ attualmente in corso la fase di acquisizione dei documenti su cui verterà il lavoro degli investigatori delle Fiamme gialle. ”I recenti fenomeni di grave dissesto idrogeologico che hanno determinato il riconoscimento dello stato di calamita’ per la Regione Calabria - precisano gli inquirenti - sono da ascrivere in parte anche a tali spregiudicati comportamenti oggi all’attenzione della Procura della Repubblica di Vibo Valentia. A tal proposito vi e’ da evidenziare la mancata revoca, da parte degli Enti preposti delle concessioni edilizie irregolari, nonche’ del mancato blocco dei lavori”.










































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