LA CRISI NERA DEL MEZZOGIORNO- Nel 2009 il Pil nelle regioni del Sud diminuirà dell’1,5% a fronte di un -1,0% dell’Italia, con un netto rallentamento della domanda interna. E’ quanto prevede il XVIII Report Sud della Fondazione Curella e del Diste presentato a Palermo.

PALERMO - Secondo l’indagine nel 2008 il Pil nel Mezzogiorno ha fatto registrare una flessione dell’1,3% e per il centro/nord dello 0,2%.

Nella media dei primi nove mesi del 2008, il numero degli occupati al Sud è risultato di 6 milioni 504 mila unità corrispondenti a un tasso di variazione negativo pari allo 0,1% rispetto all’anno precedente (+1% il dato dell’Italia). Il numero delle persone alla ricerca di lavoro è salito a 883 mila unità con un aumento del 12,5%: di riflesso, il tasso di disoccupazione è tornato a crescere passando al 12,0%, con un aumento di 1,2 punti rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. A livello settoriale sono da evidenziare il risultato lusinghiero dell’agricoltura (+0,5%) in conseguenza anche delle condizioni metereologiche favorevoli alle colture, mentre sembrano risentire in misura maggiore della debolezza della domanda finale l’industria manifatturiera (-3,7% nel 2008 a fronte dello 0,9% del 2007), così come l’industria delle costruzioni (-1,8% del 2008 a fronte del +1,3% del 2007). Il ramo dei servizi resta caratterizzato da segnali di decelerazione.

“Il Mezzogiorno sta sprofondando - ha detto il presidente della Fondazione Curella, Pietro Busetta - al Paese questo non interessa e si parla di una supposta questione settentrionale tanto da dirottare le risorse previste per il Sud al centro-nord. Il dato positivo sulle esportazioni deve fare riflettere: ci dice, infatti, che il Mezzogiorno si può salvare solo contando sulle proprie forze”. Al netto dei prodotti petroliferi, le esportazioni nei primi nove mesi del 2008 sono cresciute in termini monetari dell’8% contro un decremento dell’analogo aggregato nazionale del 4,1%. “Il quadro che emerge è che per il Mezzogiorno probabilmente ancora il peggio deve arrivare - sostenuto il presidente del Diste, Alessandro La Monica - Gli andamenti ed i cicli economici che si registrano nelle regioni dell’area centro settentrionale, interessano il Mezzogiorno con un gap medio di circa un anno, per cui se l’economia italiana è entrata nella fase recessiva nella primavera del 2008 a cui è seguito un brusco peggioramento nel secondo semestre 2008, è prevedibile che il Mezzogiorno deve ancora vivere la fase acuta”.

ANSA



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