OMICIDIO BARBONE MILIARDARIO: CHIESTA REVISIONE PROCESSO A FRANCO BELLINGHIERI PER LA MORTE DEL MEDICO NASELLI
REGGIO CALABRIA NOTIZIE 20 Gennaio 2009
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BELLINGHIERI FU CONDANNATO ALL’ERGASTOLO IL 28 OTTOBRE DEL 1994- E’ stata depositata a Reggio Calabria la richiesta revisione del processo a Franco Bellinghieri, 47 anni, gestore dell’istituto per anziani ‘Santa Marta’ condannato all’ergastolo per la morte del medico chirurgo Domenico Naselli |
REGGIO CALABRIA - E’ stata depositata a Reggio Calabria la richiesta revisione del processo a Franco Bellinghieri, 47 anni, gestore dell’istituto per anziani ‘Santa Marta’ condannato all’ergastolo per la morte del medico chirurgo Domenico Naselli, ucciso a Messina il 22 febbraio del 1990, che viveva come un barbone ma che lascio’ un eredita’ da decine di miliardi di lire proprio al suo presunto assassino. La domanda di revisione del processo e’ stata deposita nella cancelleria della Corte d’appello dal legale di Bellingheri, l’avvocato Giuseppe Lipera, che parla di ”filoni di indagine poco vagliati o del tutto omessi” e chiede di ”ascoltare nuovi testimoni” e ”nuovi esami balistici e medico legali”. Bellingheri fu condannato all’ergastolo, in qualita’ di mandante del delitto, il 28 ottobre del 1994 dalla Corte d’appello di Messina. La sentenza fu confermata in secondo grado e poi dalla Cassazione. Secondo l’accusa il movente del delitto era economico: Naselli viveva come un barbone ma aveva un patrimonio di oltre 20 miliardi di lire, Bellingheri era riuscito a carpire l’ amicizia del medico e si era fatto nominare erede universale.











































15 Febbraio 2009 alle 10:36
Quanto al Sig. Bellingheri che si proclama innocente c’è da dire che ai giudici non è certamente sfuggito di esaminare le molteplici difese adottate dallo stesso in tutti i gradi del processo e dopo. Difese che l’una contraddice l’altra percui non esiste un filo logico che possa escludere l’esecutore (reo confesso)di detto omicidio e Bellingheri Franco in qualità di mandante. Oltretutto non si spiegherebbe per quale Santo l’esecutore si sarebbe accollato un omicidio con premeditazione a fine di lucro (pena severissima) se il movente fosse stato diverso da quello di fare riscuotere l’eredità del vecchio barbone miliardario al Bellingheri, quale mandante ed erede del malcapitato.