ALLARME TRITOLO: L’ALA STRAGISTA DEI CASALESI SAREBBE IN POSSESSO DI 50KG DI ESPLOSIVO  «Cinquanta chilogrammi» di esplosivo sarebbero già in possesso del gruppo stragista del clan dei Casalesi, l’ala terroristica guidata dal superlatitante Giuseppe Setola.

NAPOLI  - Allarme tritolo. «Cinquanta chilogrammi» di esplosivo sarebbero già in possesso del gruppo stragista del clan dei Casalesi, l’ala terroristica guidata dal superlatitante Giuseppe Setola. Una notizia ritenuta attendibile e catturata dall’intelligence di Napoli chiude un’altra densa giornata di istruttoria contro la cosca mafiosa del casertano.

La Procura continua la sua incalzante attività di indagine: e ieri sera registra anche una svolta nel caso controverso del maresciallo Alfonso Bolognesi, prima fermato con decreto della Procura, poi scarcerato dal gip. I carabinieri piombano ieri di nuovo in casa di quel maresciallo tuttora indagato per collusioni, e già accusato in un lungo racconto dal pentito Oreste Spagnuolo.

Il collaboratore di giustizia Oreste Spagnuolo raccontava a carico di quel carabiniere che era considerato «quello che ci confidava dei blitz in corso ». Era un amico di un attuale latitante dei Casalesi, Alluce. Spiega inoltre Spagnuolo: «So che il maresciallo prendeva mille euro al mese dal bar Tropical, dove c’erano videogiochi clandestini, per non eseguire controlli». Il titolare di tale bar, Mario Brancaccio, viene arrestato con il maresciallo, e poi anch’egli scarcerato, per lo stesso provvedimento del gip Stefania Amodeo.

Ma ora lo scenario sembra mutato. Risulterebbe infatti che quel maresciallo, che in udienza di convalida si è avvalso della facoltà di non rispondere e che una volta scarcerato ha raccontato dinanzi alle telecamere di essere un onesto servitore dello Stato e di «non aver mai preso una lira», avrebbe detto una cosa diversa, la mattina dell’arresto, ai suoi colleghi. Parole affidate solo verbalmente ai militari in quel momento difficile.

Bolognesi avrebbe detto loro, mentre veniva condotto in stato di fermo in un carcere militare. «Io quel denaro me lo prendevo, ma come prestito, e non solo dal bar Tropical, ma da vari commercianti della zona». Una circostanza del tutto nuova. Che non ha valore processuale. Ma su cui i pm vogliono vederci chiaro. Così il procuratore Roberti e il pm Cesare Sirignano avrebbero disposto una perquisizione in casa del carabiniere dopo aver acquisito l’annotazione degli stessi militari. Bolognesi aveva lasciato intendere che quel denaro serviva a portare avanti la sua famiglia, a colmare difficoltà chieeconomiche. Eppure tale circostanza non è mai emersa. Sono le matrici di quei presunti assegni che i militari cercavano in casa di Bolognesi? Le stesse matrici che quella mattina i militari avrebbero visto, e sulla cui esistenza Bolognesi li aveva rassicurati?

Nodi ancora tutti da sciogliere. Mentre esplode il nuovo allarme. Tritolo a disposizione del gruppo stragista di Setola. Un passo in più, purtroppo rispetto a quanto, un mese fa, rivelava il pentito Spagnuolo: «Setola è a caccia di un telecomando. Non ha spiegato come doveva usarlo, né contro chi».

REPUBBLICA.IT



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