LA SINDACALISTA AUSPICA IL COINVOLGIMENTO DI TUTTI GLI ENTI PUBBLICI. «I protocolli servono, eccome, ma è altrettanto necessario affermare la cultura della legalità». Non ha dubbi Donatella Bruni, che interviene sull’istituzione della stazione unica appaltate…

CROTONE - «I protocolli servono, eccome, ma è altrettanto necessario affermare la cultura della legalità». Non ha dubbi Donatella Bruni, segretario provinciale della Cgil, che interviene sull’istituzione della stazione unica appaltate avviata con la firma del protocollo d’intesa tra Provincia, Comune e Prefettura. «Vanno bene i protocolli, le norme e le regole ma è poi necessario attuare controlli e fare scattare il sistema delle sanzioni». Osservazione ineccepibile che, naturalmente, viene indirizzata a quanti avranno il compito di vigilare sul nuovo strumento che nasce per affermare maggiore legalità e trasparenza nel complesso mondo degli appalti pubblici.

Ma il segretario della Cgil pone anche un altro problema, quello riguardante la firma del protocollo. «Dovrebbe essere sottoscritto oltre che da Provincia e Comune, anche da tutti quegli enti del territorio presso i quali vi sia gestione di gare o appalti. Coloro che non volessero aderire dovrebbero spiegare alla cittadinanza perché non lo fanno. Se poi tale modalità di trasparenza nella gestione – aggiunge Donatella Bruni – si riuscisse ad estenderla, oltre che all’acquisto di beni e servizi, anche alla miriade di incarichi e consulenze che gli enti pubblici elargiscono nel territorio forse potremmo finalmente avere quella rivoluzione democratica da più parti auspicata ma mai attuata».

Insomma secondo il segretario della Cgil la stazione unica è solo il primo grande passo in direzione dell’affermazione dei principi di legalità e trasparenza. «Per noi l’iniziativa assume una grande valenza: è un importante segnale sintomo di un nuovo modo di pensare la gestione della “cosa pubblica”, un primo passo verso la costruzione di quella “filiera di legalità” senza la quale nessun futuro sarà possibile per il territorio vibonese. Siamo però consapevoli – aggiunge Donatella Bruni – che tale strumento da solo non è sufficiente, va creata una struttura di tipo amministrativo e gestionale che abbi volontà ed autorevolezza per opporsi ad una cultura assai radicata nel nostro territorio, che vede ciò che è pubblico gestito da pochi per interessi particolari».

Gli auspici del segretario della Cgil chiamano direttamente in causa non solo la Prefettura, che sta lavorando attivamente per fare decollare la stazione unica appaltante, ma anche associazioni di categoria e altri enti operanti sul territorio.

L’obiettivo comune, comunque, è che il nuovo organismo funzioni e che riesca a raggiungere tutti gli obiettivi illustrati sabato mattina al Valentianum dal prefetto Ennio Mario Sodano e dal sottosegretario all’Interno Francesco Nitto Palma. Quest’ultimo, in modo particolare, ha lasciato una raccomandazione: la “Sua” deve avere al suo interno professionisti capaci e di alto valore. Un concetto che dovrà essere tenuto nella giusta considerazione se si vuole realmente voltare pagina nel campo degli appalti e fare in modo che non si cada negli errori del passato o, addirittura, che i grandi appalti finiscano nelle mani delle cosche. E gli esempi in questo territorio, purtroppo, non sono pochi. Così come la “stazione” potrebbe rappresentare un buon deterrente per eliminare tutte le irregolarità e gli eccessivi ribassi che spesso vanificano persino la realizzazione delle opere pubbliche.

NICOLA LOPREIATO GAZZETTA DEL SUD



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