ospedale riuniti

«blitz dei nas nel reparto medicina del ‘riuniti’ » - Su segnalazione dei familiari di degenti curati in barella riscontrata una condizione di vera emergenza. Pangallo: situazione denunciata da oltre un anno. Al Pronto soccorso richieste in aumento del 33%

reggio calabria  - Blitz del Nucleo antisofisticazioni dei carabinieri di Napoli al reparto medicina degli Ospedali Riuniti. I militari hanno verificato, secondo quanto si è appreso, la situazione logistica riferita alla presenza di degenti curati in barella.

Una condizione complessiva di vera emergenza, segnalata, pare, da familiari di ammalati con denunce ed esposti sui disagi riscontrati. I Nas dell’Arma condenseranno, ora, in un rapporto diretto all’autorità giudiziaria, l’esito degli accertamenti minuziosamente effettuati nel corso dell’operazione. Una “fotografia” fedele dell’esistente. La visita del Nucleo antisosfisticazioni, per molti versi, non ha colto di sorpresa i vertici del nosocomio cittadino.

Il direttore generale dei “Riuniti”, ing. Leo Pangallo, ci ha dichiarato che «da oltre un anno noi monitoriamo la situazione a Medicina. L’abbiamo denunciata a chi di dovere per tentare di darne soluzione al meglio». Pangallo ha fatto presente che generalmente i pazienti confluiscono tutti al Pronto soccorso, «dove le richieste sono aumentate del 33 per cento». Qui occorre, di volta in volta, stabilire se respingere o ricoverare quanti si presentano.

«La linea prescelta è che ogni decisione, in un senso o nell’altro, spetta ai medici. La prospettiva, in caso di ricovero, può essere appunto la barella in corridoio il cui tasso di occupazione è del cento per cento. Ripeto – ha aggiunto il dg – : da oltre un anno mi faccio costantemente dare il numero dei pazienti ricoverati in barella. Conosciamo il problema».Al momento, dunque, le stanze dei ricoveri al reparto di medicina non bastano più. Esiste, peraltro, una impressionante promiscuità. Quali le cause?

Pangallo analizza la problematica con espressioni chiare: primo, non vi è un’adeguata prevenzione da parte della medicina territoriale; secondo, esiste una scarsa funzione dell’ospedalità locale (qual è il quadro nei nosocomi della provincia?); terzo, da due anni «abbiamo presentato il piano di assunzione al “Morelli”», che però non viene realizzato da chi di competenza.La direzione generale sta predisponendo una relazione sulla contingenza che sarà trasmessa anche al Nas.Ai “Riuniti” fervono inoltre lavori di ristrutturazione e ammodernamento dei vari padiglioni. Pangallo assicura che, quando avranno termine, sarà garantita una maggiore razionalizzazione dei reparti, compresa Medicina il cui primario è Giovanni Gullì.

Diversa, invece, è la situazione al “Morelli” che ospita Medicina e Pneumologia. «Qui va bene – ha spiegato Leo Pangallo – poiché non esiste un Pronto soccorso e non vi sono, di conseguenza, ricoveri d’urgenza. La disponibilità di posti letto è sufficiente. Al “Morelli” un malato è trasferito dai Riuniti se viene stabilizzato e non risente di patologie collaterali, che ne richiedano, ad esempio, il ricovero in rianimazione». Ma al “Morelli” manca il personale (mai assunto) per cui il piano varato dalla direzione generale non può trovare pratica attuazione…

cristofaro zuccala’ GAZZETTADELSUD



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