OPERAZIONE GEBBIONE, GLI ENTI SI SONO COSTITUITI PARTI CIVILE NEL PROCESSO CONTRO LA COSCA LABATE
REGGIO CALABRIA NOTIZIE 8 Ottobre 2008
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reggio calabria - È ripresa l’udienza preliminare presieduta dal giudice Daniele Cappauccio per definire il procedimento “Gebbione” che scaturì da una brillante indagine della Polizia che arrestò una cinquantina di persone ritenute vicine al clan Labate “Ti mangiu”. L’operazione era stata condotta dalla squadra mobile, con il coordinamento dei magistrati della Dda Salvatore Boemi e Antonio Di Bernardo, il 24 luglio 2007, e era servita per colpire un’organizzazione di ‘ndrangheta che, secondo l’accusa, esercitava un dominio asfissiante, condizionando pesantemente la vita dei quartieri di Sbarre e Gebbione.
Avevano già optato per il rito abbreviato (che assicura lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna), Pietro Labate, 57 anni, considerato il capo del clan, suo fratello Santo, 56 anni, Orazio Assumma, 49 anni, Santo Gambello, 33 anni, Aurelio Lito, 26 anni, Paolo Falcone, 49 anni, Annunciato Nato, 29 anni, Giuseppe Antonio Santo Canale, 40 anni, Fabio Morabito, 37 anni, Antonino Gaetano Caccamo, 23 anni, Angelo Caccamo, 26 anni, Fabio Caccamo, 27 anni.
I primi sette hanno optato per l’abbreviato secco, gli altri, cinque, invece hanno condizionato la loro scelta a qualche attività di riscontro. A questi si sono aggiunti, nell’udienza di ieri, altri 11 indagati che hanno scelto il rito abbreviato, poi il gup ha rinviato al prossimo 24 ottobre l’udienza in cui tutti i 55 indagati renderanno nota la scelta del modo in cui vogliono essere giudicati. Ieri, infine, si è registrata la costituzione di parte civile nel giudizio di Comune (avv. Italo Palmara), Provincia (avv. Alfonso Mazzuca) e Regione (avv. Lucio Romualdo). I difensori hanno eccepito sulla possibilità degli enti di costituirsi nel processo, ma il gup ha rigettato le opposizioni accettando le costituzioni.
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