PROCESSO “OMNIA”, IL J’ACCUSE DEL PUBBLICO MINISTERO. PRIMA PARTE REQUISITORIA NEI CONFRONTI DEI 35 INDAGATI
COSENZA NEWS 8 Ottobre 2008
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CORIGLIANO - Il j’accuse arriva a margine della prima fetta di requisitoria. In aula, mentre spiega perché si prepara a chiedere la condanna di 35 persone che, nel processo Omnia, sono state giudicate col rito abbreviato, il pm della Dda Vincenzo Luberto fa un’amara riflessione: «Noi abbiamo condotto un’inchiesta che ci è costata sacrifici eppure le persone offese, che sono decine e decine, non si sono costituite parte civile nel procedimento. Ciò dimostra come il lavoro della magistratura fatichi a imporsi, in un territorio dove la ‘ndrangheta fa sentire la propria terrificante presenza». Commento riferito alla fascia ionica cassanese oggetto del procedimento, ma che s’attaglia perfettamente a tutta la Regione. Ieri, comunque, in aula c’è stata la costituzione di parte civile dell’imprenditore Antonio Oriolo, assistito dall’avvocato Gianapaolo Iacobini.
La requisitoria, dunque. Ieri il magistrato requirente, di fronte al gup distrettuale Abigail Mellace nell’aula bunker di via Paglia a Catanzaro, ha ripercorso la parte dell’indagine incentrata sulle ipotesi investigative che parlano di usura, comiciando a considerare le posizioni di 15 persone tra cui Antonio Forastefano, considerato capo dell’omonima consorteria mafiosa. Il 31 ottobre il pm riprenderà la requisitoria per esporre le posizioni degli altri venti indagati e per formulare le richieste conclusive, quindi spazio al collegio difensivo per le arringhe. La discussione attualmente in aula per gli abbreviati riguarda, come detto, 35 imputati, si tratta di: Si tratta di Maurizio Adduci, 38 anni, di Cassano; Domenico Alfano, 56, di Cassano; Nicola Blando, 47, di Francavilla Marittima; Pietro De Francesco, 73, di Stilo; Fabio Di Bella, 34, di Cassano; Antonio Forastefano, 36, di Cassano; Domenico Francese, 33, di San Lorenzo Bellizzi; Giuseppe Garofalo, 30, di Cassano; Luigi Garofalo, 31, di Cassano; Teresa Iannicelli, 61, di Cassano; Franco La Rupa, 50, di Amantea; Giovanni Nocera, 30, di Rosarno; Salvatore Novelli, 55, di Cassano; Camillo Rende, 36, di Cassano; Nicola Rende, 61, di Cassano; Morena Rubini, 24, di Cassano; Loredana Vaccaro, 35, di Cassano; Silvio Forastefano, 21, di Cassano; Francesco Elia, 28, di Cassano; Giuseppe Campanella, 27, di Cassano; Giuseppe Pulignano, 31, di Cassano; Alfredo Ascione, 42, di Napoli; Giancarlo Iannicelli, 29, di Cassano; Francesco De Marco, 42, di Cassano; Giovambattista Arcidiacono, 25, di Cassano; Domenico Falbo, alias “il Cireneo”, 27, di Cassano; Giuseppe Cerchiara, 31, di Cassano; Giuseppe Giannicola, 46, di Cassano; Michele Guerrera, 54, di Scalea; Giovambattista Capparelli, 63, di Cassano; Maria Letizia Santagada, 53, di Cassano; Francesco Faillace, 25, di Cassano; Giovanni Maida, 44, di Napoli; Salvatore Vitale, 40, di Trebisacce; Gaetano Chiarelli, 53, di Cassano.
Le persone coinvolte nell’inchiesta Omnia sono in tutto 86. Il blitz scattò all’alba del 10 luglio 2007, secondo le indagini della Dda la presunta cosca Forastefano avrebbe dominato l’economia illegale con il traffico di droga, l’usura, le estorsioni e il controllo di buona parte della realtà produttiva agricola.
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