LAMEZIA TERME NEWS - EDIZIONE DELL’8 OTTOBRE
LAMEZIA TERME 8 Ottobre 2008
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centro commerciale due mari. negozio rapinato da tre georgiani inseguiti e arrestati
Una rapina ai danni di un negozio di abbigliamento intimo è stata messa a segno ieri sera all’interno del centro commerciale “Due Mari”. A portare a termine il colpo sono stati tre giovani della Georgia che hanno fatto irruzione nel negozio Lovable e sotto la minaccia delle armi si sono fatti consegnare dalla commessa l’incasso della giornata: 1.200 euro in contanti. I rapinatori sono stati arrestati.
Sul posto infatti sono arrivati subito i carabinieri della Compagnia di Girifalco guidati dal capitano Marco Porcedda, che con i militari della stazione di Maida e del nucleo operativo comandato da Pasquale Mendicino, ha avviato immediatamente le indagini per ricostruire le modalità della rapina. Si sono subito messi all’inseguimento dei tre rapinatori scappati su un’automobile. In zona è intervenuto anche un elicottero dei carabinieri decollato da Vibo Valentia. I malviventi in poco tempo sono stati accerchiati, ed a prenderli è stata una pattuglia della polizia stradale.
Presto si procederà al riconoscimento dei tre giovani georgiani che agendo a viso scoperto sono stati visti nel centro commerciale. Ma pare che nella loro auto gli investigatori abbiano trovato anche la refurtiva: i 1.200 euro appena prelevati dal negozio di slip e reggiseni
pistola sotterrata a sant’eufemia. condannato A DUE ANNI lo scavo, MA passa ai “domiciliari”
Due anni e quattro mesi di reclusione per Vincenzino Lo Scavo. L’ha deciso il Gip del tribunale lametino Barbara Borelli, Lo Scavo è stato condannato per la detenzione di una pistola e munizioni da guerra. L’uomo era stato arrestato il 16 febbraio scorso in una operazione congiunta di carabinieri e guardia di finanza dopo una perquisizione su un terreno di Sant’Eufemia nella disponibilità di Lo Scavo dove furono trovati sotto terra una pistola calibro 10,40 e munizioni. Il Pm Elio Romano aveva chiesto tre anni. Il Gip su richiesta dell’avvocato Lucio Canzoniere ha disposto gli arresti domiciliari per l’imputato.
SAMBIASE - ALL’INFATICABILE ‘DONNA POPA’ INTITOLATA UNA STRADA
Una strada intitolata a una “mammana”. L’ha deciso l’amministrazione comunale che ha scelto una via nei pressi del Palasparti. Porterà il nome dell’ostetrica Amelia Colavita, conosciuta come “donna Popa”. Una “mammana” che per difendersi da agguati e insidie in tempi difficili, nella sua borsa degli attrezzi nascondeva una pistola carica.La via si trova nel quartiere di Sambiase, zona via Marconi. È in questo centro, a quell’epoca considerato Comune autonomo, che “donna Popa” fece nascere quasi 11 mila bambini in oltre cinquant’anni di onorato servizio.
Amelia Colavita, che riceve per il suo attaccamento al lavoro una medaglia d’oro dall’amministrazione municipale ed una dal Collegio provinciale delle ostetriche, è figlia di Giovanni tipografo di Nicastro, e nasce nell’allora comune di Sambiase il giorno della Befana del 1807. Dopo aver frequentato il ginnasio a Nicastro, si iscrive ad ostetricia a Catanzaro. Conseguito il diploma inizia a svolgere la sua attività a Carlopoli dove rimane per circa quattro anni. Quindi ritorna a Sambiase dove si dedica alla sua professione con particolare cura raggiungendo anche le zone più impervie, per quegli anni, dell’area montana della città percorrendo, di giorno e di notte, con il freddo o con il caldo, a piedi o con l’asino o con la bicicletta, strade buie e dissestate.
«Donna Popa», appellativo che eredita dalla madre Ippolita Paladino di nobili origini, spesso per il suo lavoro entra in case molto povere. È qui, più che in ogni altro luogo, che viene fuori la sua umanità: spesso porta con sè le lenzuola dei suoi figli e ne fa dei pannolini per i neonati. Una passione vera e propria, quella per il suo lavoro, che Amelia Colavita non tradisce mai, fino a cinque anni prima di morire, facendo nascere il “suo” ultimo bambino all’età di 83 anni.
Una donna tenace e determinata, che in borsa tra forcipi e pinze, porta anche una piccola pistola che, visto il rispetto che la città ha per lei, non è mai costretta ad usare. Un pezzo importante, quindi, per la storia locale che il Comune vuole sottolineare ricordando chi con sacrifici e dedizione ha contribuito alla crescita della città.
GAZZETTADELSUD











































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