COSI’ IL VICEPRESIDENTE DELLA PROVINCIA EMILIO DE MASI, nella sua qualità di presidente dell’associazione politico-culturale “Aldo Moro”, ha concluso i lavori del convegno svoltosi ieri pomeriggio al Bastione Toledo, organizzato dalla stessa associazione

CROTONE - L’incontro, coordinato da Alessia Romano, ha cercato di fare il punto sulla situazione ambientale del territorio, alla luce dell’inchiesta “Black Mountains” della Procura della Repubblica, che ha portato al sequestro di diciotto siti, in cui sarebbero stati utilizzati come materiale di costruzione rifiuti industriali della ex Pertusola.

Al di là della valutazione della situazione emersa dall’inchiesta, tutti gli intervenuti si sono dichiarati preoccupati per la situazione ambientale complessiva del territorio, e hanno concordato sulla necessità della bonifica dell’ex area industriale.

Pino Greco, già dipendente della Pertusola Sud, ha ricordato che la questione dello smaltimento dei rifiuti industriali era stato già affrontato in due visite in città della commissione parlamentare per il ciclo dei rifiuti nel 2000 e nel 2003.

L’ing. Emilio Candigliota, esponente del movimento “No discarica” ha tracciato un quadro allarmante della situazione ambientale del territorio, sottolineando la presenza di numerosi siti giudicati rischiosi per la salute pubblica.

Il geologo Vittorio Vallies ha sottolineato la presenza nei terreni di 6 elementi (indio, germanio, mercurio, arsenico, zinco e piombo), ritenuti variamente inquinanti. Il geologo ha illustrato il procedimento del cosiddetto “cubilot” per l’inertizzazione dei materiali di scarto nei processi del ciclo produttivo di Pertusola. Vallies ha sottolineato che l’utilizzo delle scorie di lavorazione del “cubilot” come materiale sotto le fondazioni di costruzioni, ha un effetto più o meno pericoloso a seconda della permeabilità o meno degli strati di argilla su cui sono posti.

Franco Rocca, dirigente del dipartimento di prevenzione dell’Asp, ha rilevato che dai primi esami sui siti sequestrati non emergerebbe presenza nell’aria o nell’acqua di elementi pericolosi per la salute. Rocca ha tuttavia fornito un quadro non rassicurante della situazione ambientale complessiva del territorio, a causa della presenza della grande industria sin dagli anni ‘20. Rocca, sulla base di dati risalenti ai primi anni 2000, ha spiegato che esiste una particolare incidenza di patologie neoplastiche direttamente collegati all’attività industriale, ricordando l’utilizzo dell’amianto e sottolineando i 39 casi registrati in quel periodo di mesotelioma pleurico.

L’ing. Antonio Bevilacqua ha espresso dei dubbi sull’inchiesta, ricordando la dilatazione ritenuta eccessiva dei tempi trascorsi dai suoi inizi. Bevilacqua ha espresso la convinzione che le ecorie del “cubilot” non siano un materiale pericoloso.

Un invito ad una maggiore cautela sulla questione è stato espresso dal direttore dell’Ufficio scolastico provinciale Antonio Blandino

giovanni guarascio


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