CATANZARO - MAGGIORANZA DIVISA TRA “DISTINGUO” E FUGHE STRATEGICHE. DOMANI LA IIA CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO
CATANZARO NOTIZIE 8 Ottobre 2008
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CATANZARO - Una feroce discussione, prima che la seduta fosse tolta per assenza di numero legale. Si è concluso, così, l’ultimo consiglio comunale, partito in “retromarcia” per l’atteggiamento remissivo della maggioranza e conclusosi in “quinta” a causa della discussione accesa sull’Istituto Rossi (nuova sede del Conservatorio).
Su questo punto l’opposizione ha fatto sentire la sua voce: pur confermando l’interesse per l’Università della musica, ha insistito sull’impossibilità di votare una delibera incompleta. Prima della seconda convocazione, che si terrà domani mattina, con una nota congiunta i capigruppo dell’opposizione Baldo Esposito (Catanzaro da Vivere) Francesco Barberio (Catanzaro con Abramo) Franco Cimino (Nuova Alleanza) Domenico Tallini (ex-Udeur) hanno rimarcato questa posizione. «Il Conservatorio della musica è un obiettivo che tutti i consiglieri dell’opposizione hanno da sempre perseguito -hanno scritto - L’allocazione nella sede del ex-orfanotrofio Istituto Rossi è sempre stata considerata destinazione naturale, in particolare dell’amministrazione Abramo che, per la ristrutturazione dello storico palazzo, ha impiegato notevoli risorse. L’opposizione ha espresso dubbi e perplessità su una delibera di Giunta gravida di rischi per l’Amministrazione, che andrebbe incontro al pericolo di perdere l’immobile ristrutturato a favore di un qualsiasi erede di colui il quale ha donato, per “scopi di pietà”, lo storico palazzo al Comune. Inoltre, nel testo presentato vi era un rapido passaggio in cui parte dei locali veniva concessa ad altra istituzione. Dinanzi a queste incertezze e contraddizioni, abbiamo chiesto alla Giunta di chiarire anche quest’ultimo aspetto, restituendo la piena e totale disponibilità dello stabile al Conservatorio e di dotare la delibera dei necessari pareri dei Dirigenti dell’Ufficio Patrimonio e dell’Ufficio Legale, nonché del Direttore Generale».
Anche la maggioranza, attraverso il presidente della Commissione urbanistica, Carlo Nisticò, ha rimarcato le responsabilità della Giunta ma, questa volta, rispetto allo scollamento con i consiglieri della propria parte politica, in assenza del quale poteva essere evitata la querelle sulla delibera. «Condivido la linea politica che vuole nell’Istituto Rossi la sede del Conservatorio e avrei voluto che la pratica si votasse nella prima seduta - ha detto - perchè considero questo passaggio un punto importante da un punto di vista urbanistico. Sarebbe stato il primo passo verso la creazione di un piano di recupero del centro storico, da redigere al più presto. Del resto il piano strategico urbano mira a riempire di contenuti le strutture sul territorio ma stranamente non è abbracciata dagli uffici di urbanistica che si ergono a censori del nulla. Non ho mai nascosto le mie critiche verso alcuni componenti della Giunta ma sono sempre rimasto al mio posto. Lo scollamento che io lamento da tempo è venuto fuori e non certo per colpa mia che ho fatto il possibile affinchè la pratica venisse votata». Più ambigua continua ad essere, invece, la posizione dei due consiglieri di maggioranza Rosario Mancuso e Valerio D’Andrea i quali, dopo la votazione sul rendiconto di bilancio, hanno abbandonato l’aula, proprio nel momento in cui la compattezza sarebbe stata ancora di salvezza. I colleghi del partito democratico - nel caso di D’Andrea - non hanno ben digerito questa distanza rispetto alla linea abbracciata dal gruppo e pare non essere andata giù neanche al sindaco Olivo. Domani la pratica sull’Istituto Rossi tornerà in aula e, anche se non completa dei pareri richiesti dalla minoranza, passerà. Non solo perchè basteranno 14 “Si” ma anche perchè la minoranza, essendo favorevole al Conservatorio, non si tirerà di sicuro indietro.
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