STILO, SI INFITTISCE IL MISTERO SUL DECESSO DELL’IMPREDITORE BOVA. DISPOSTO ESAME AUTOPTICO
CALABRIA NOTIZIE 8 Ottobre 2008
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si teme un caso di presunta malasanita’ - Il magistrato Fortunati, ha disposto il sequestro della cartella clinica e l’esame autoptico sul cadavere. Il dg dell’azienda sanitaria 9 di Locri, Giustino Ranieri, ha nominato una commissione interna per accertare cosa sia realmente successo. |
a cura di massimiliano riverso
locri - Alfonso Bova, 40 anni, ha compiuto l’ultimo passo della sua esistenza poco dopo un’iniezione intramuscolare eseguita da un infermiere, nella fase post-operatoria di un intervento chirurgico considerato riuscito. I familiari straziati dal dolore per la prematura scomparsa dell’uomo, hanno immediatamente denunciato la morte dell’uomo .
Il magistrato della Procura della Repubblica, Federica Fortunati, ha disposto l’esame autoptico sul cadavere di Alfonso Bova, l’imprenditore edile di Stilo deceduto lunedi sera all’Ospedale di Locri in circostanze ancora da accertare. L’esame sara’ effettuato dal perito medico legale di Reggio Calabria, mentre i familiari saranno assistiti da un perito di parte.
“E’ ancora presto per parlare di un caso di malasanita’” ha precisato ai giornalisti l’avvocato Guido Crea, che tutela gli interessi della famiglia, ma ormai la Magistratura ed i vertici dell’Azienda Sanitaria n.9 di Locri vogliono vederci chiaro anche alla luce dell’esposto denuncia presentato dai congiunti dopo il decesso del paziente.
Alfonso Bova, coniugato e padre di due bambini, era ricoverato nel reparto di Urologia dell’ospedale di Locri. Venerdì scorso, era stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico programmato per l’asportazione di un calcolo al rene sinistro. L’intervento, come confermato anche dal legale della famiglia Bova, era perfettamente riuscito e pure il decorso post-operatorio era nella norma.
I sanitari avrebbero dovuto dimettere il paziente nella giornata di martedi. Ma, Lunedi sera, si è verificato l’inatteso epilogo. Bova stava discutendo con 2 suoi dipendenti che erano andati a fargli visita in ospedale. Nel frattempo un infermiere gli ha praticato un’iniezione intramuscolare, un normale antibiotico che precedentemente gli era stato somministrato senza alcun side secondario. L’imprenditore fino a quel momento non aveva avuto alcun tipo di problema nel decorso post operatorio.
Pochi minuti dopo l’imprenditore ha riferito ai suoi due dipendenti di stare male.
“Sento come qualcosa che mi parte dallo stomaco ed arriva alla gola”, ha piu’ o meno detto, perdendo i sensi. Immediato l’intervento di un medico che lo ha rianimato ma, poco dopo, il paziente ha perduto di nuovo conoscenza. Trasferito prontamente in Rianimazione, ma per Alfonso si è tratto dell’ultimo viaggio della sua vita
Il magistrato, ha disposto il sequestro della cartella clinica e l’esame autoptico sul cadavere. Il direttore generale dell’AS. 9 di Locri, Giustino Ranieri, ha nominato una commissione interna per una verifica finalizzata ad accertare cosa sia realmente successo nella sera di Lunedì.
“Sappiamo che tutto e’ andato secondo la routine” ha riferito il manager, “il paziente era stato sottoposto a tutti i preventivi accertamenti; l’intervento era riuscito ed anche il decorso post operatorio non presentava anomalie. Questo pero’ non ci basta. Vogliamo accertare la verita’ sia perche’ lo dobbiamo al paziente ed ai suoi congiunti, all’opinione pubblica ed alla nostra stessa coscienza”.










































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