BOVALINO IL DELITTO DELLA DONNA MOLDAVA AGGREDITA E SGOZZATA E POI GETTATA IN MARE DALL’ASSASSINO
REGGIO CALABRIA NOTIZIE 8 Ottobre 2008
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BOVALINO - Le cronache si infittiscono di giorno in giorno di avvenimenti sempre più oscuri, a volte tragici, che riguardano gli immigrati che giungono con ogni mezzo nelle nostre contrade in cerca di fortuna dopo che si sono lasciati alle spalle la miseria esistente nel loro paese di origine. Pensano, dopo essere sfuggiti anche alle guerre e alle persecuzioni, cui sarebbero andati incontro rimanendo nella loro patria, di arrivare in Italia e di costruirsi un futuro migliore attraverso il lavoro e di inserirsi a pieno titolo nella nostra società. Qualcuno ci riesce, qualche altro, purtroppo, non ha la stessa fortuna e cade, inevitabilmente, nei gangli mostruosi di chi non conosce le regole dell’ospitalità, della solidarietà e dell’accoglienza operando al di fuori della legalità. Oppure, nel caso di una bella e piacente ragazza, c’è il rischio di finire “ostaggio” di altri immigrati malavitosi che si impadroniscono del suo corpo per venderlo al migliore offerente.
Tutto questo potrebbe essere accaduto alla povera ragazza moldava, la trentenne Olesea Ciobanu selvaggiamente aggredita, seviziata e poi sgozzata con un oggetto molto tagliente (forse un coltello a lama lunga) e gettata in mare probabilmente nella tarda serata di lunedì scorso, nei pressi del torrente S. Elena, alla periferia nord di Bovalino.
Un operatore della Guardia Costiera ha detto che la corrente marina, con direzione nord-sud, ha trasportato il corpo senza vita della ragazza per almeno 250-300 metri fino ad essere avvistato galleggiare in acqua verso le ore 8 di ieri quando è scattato l’allarme con una telefonata anonima indirizzata al dirigente Luciano Rindone del commissariato di Polizia.
La tragica notizia si è diffusa rapidamente nella comunità locale all’interno della quale vivono centinaia di immigrati (uomini e donne, legali o clandestini), molti senza fissa dimora e senza un lavoro, altri che operano giornalmente in campagna o come giardinieri. Diverse giovani donne che lavorano nel campo dell’assistenza agli anziani, altre, invece, si danno ad altri lavori che, inevitabilmente, portano alla perdizione totale. Tanti, soprattutto donne e qualche giovane, inoltre, non sono iscritti neanche nei registri di residenza del comune, per cui è difficile conoscerne anche la provenienza o la loro reale identità.
La ragazza trovata sgozzata, arrivata in Italia forse da meno di un mese, aveva trovato lavoro fornendo assistenza ad un anziano pensionato; era una “badante” come ce ne sono tante altre. Aveva pure un fidanzato di nazionalità diversa dalla sua, ma lunedì sera non è uscita con il suo ragazzo. È uscita di casa, probabilmente, con una persona che conosceva e con la quale avrebbe, ad un certo punto, ingaggiato una selvaggia lotta durante la quale si è difesa con le unghie e con i denti prima di essere sgozzata. Di delitti simili non ci sono assolutamente tracce a Bovalino dove gli immigrati sono abituati a vivere tranquillamente la loro vita. Forse i problemi più grossi avvengono tra di loro.
Il sindaco di Bovalino, Francesco Zappavigna, sul tragico episodio criminoso ha lanciato un messaggio di dura condanna ma anche di speranza «affinchè si faccia tutto il possibile per governare il fenomeno dell’immigrazione conciliando le ragioni della legalità con quelle dell’ospitalità, della solidarietà e della sicurezza».
È indubbio che dal punto di vista della sicurezza il fenomeno vada affrontato con molta razionalità e fermezza in modo da contrastare efficacemente anche la criminalità organizzata, che si impadronisce di tanta gente disperata per trarne lauti guadagni anche a costo della vita.
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