PROCESSO FORTUGNO, SPUNTA UNA BABY-TESTE. ATTIVISTA DELL’UDEUR CONFERMA LA PRESENZA DI NOVELLA
LOCRIDE 3 Ottobre 2008
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LOCRI - Pochi minuti dopo che il killer sparò a Francesco Fortugno nell’atrio di Palazzo Nieddu, il 16 ottobre 2005, Domenico Novella si fermò a chiedere cosa fosse successo. A confermare la circostanza, contenuta anche nelle deposizioni che il Novella rese dopo la sua collaborazione con la giustizia, è stato nell’udienza di ieri Leonzio Tedesco, all’epoca rappresentante per l’Udeur al seggio delle primarie del Pd. Tedesco, rispondendo alle domande della parte civile, avvocato Sergio Laganà, ha ripercorso quella tragica domenica di ottobre confermando di aver visto Fortugno poco prima di pranzo e di essere stato nel seggio pomeriggio fino a circa le sedici. «Ricordo poi di essere andato con un mio collega a compiere una visita ad Antonimina – ha proseguito il teste – al rientro mi sono recato a prendere un caffè, dopo essere passato davanti a palazzo Nieddu dove, nell’androne, non ho scorto persone». Solo al rientro Tedesco apprende la notizia dell’avvenuto omicidio: «Giungendo ho visto l’avvocato Alvaro e la dottoressa Buccisano e mi sono avvicinato chiedendo cosa fosse successo e loro mi hanno dato la brutta notizia. Subito dopo – ha continuato il teste – sono entrato ed ho visto Fortugno a terra, sono poi uscito a spostare la macchina e mentre rientravo in direzione del seggio si è fermata una macchina grigia con dentro un giovane, Domenico Novella, che mi ha chiesto cosa fosse successo: Io al momento risposi sconvolto: non lo so andate a vedere». Il teste ha aggiunto che il fatto è avvenuto nell’immediatezza all’arrivo dell’ambulanza.
Rispondendo alle domande della Corte d’assise, Tedesco ha dichiarato di non ricordare altre persone all’interno della macchina insieme a Novella. Risposta ribadita alla domanda dell’avvocato Eugenio Minniti, difensore di Domenico Audino, in riferimento alla presenza del proprio assistito in quella circostanza.
Altro teste escusso, Francesca Gallo, fidanzata di Giuseppe Ritorto, fratello di Salvatore, accusato di essere il killer di Fortugno. La teste ha riferito, rispondendo alle domande dell’avvocato Rosario Scarfò, difensore di Ritorto, che l’autovettura Clio del futuro cognato il 16 ottobre dalle 15 in poi è sempre stata nella disponibilità del fidanzato, come lo stesso aveva ribadito nel corso delle dichiarazioni rese davanti alla corte il 21 aprile scorso, contrariamente a quanto dichiarato da Novella, cioè che la Clio venne utilizzata per la fuga. In particolare la teste ha confermato che quel giorno festeggiava il proprio compleanno e che il pomeriggio con la Clio si era recata con il fidanzato, la sorella e due cugini a Siderno in un centro commerciale.
Nel corso della testimonianza la teste ha detto di ricordare di aver sentito le sirene dell’ambulanza e dei carabinieri salendo a casa per cambiarsi e, scendendo da via Garibaldi di aver visto Salvatore Ritorto seduto su un gradino davanti alla sua casa. «Ricordo che era vestito di chiaro – ha detto la Gallo – aveva addosso un giubbottino, ed era seduto sul gradino. Mentre passavamo con la macchina, io mi sono rivolta a mia cugina indicandolo, credo che lui non si sia accorto, come del resto il mio fidanzato». La teste inoltre ha precisato che del fatto non aveva parlato con alcuno: «Nemmeno con il mio fidanzato perché mi vergognavo, oggi è la prima volta che lo dico ed avevo paura che nessuno mi credesse, allora avevo sedici anni e non sapevo come comportarmi».
Sulla vicenda sono intervenuti i pm Andrigo e Colamonici che, vista la testimonianza resa quasi a conclusione del dibattimento, non immediatamente verificabile, hanno posto l’attenzione sui tempi e sulle circostanze delle dichiarazioni della teste, e sul fatto che questa ha ribadito il proprio timore reverenziale nei confronti del fidanzato, confermando di aver paura di non essere creduta.
La Corte si è soffermata sulla parentela della teste, che ha dichiarato di essere cugina di Patrizia Gallo, a sua volta testimone diretta nel processo in quanto, insieme al marito, il 16 ottobre è stata prima a pranzo e poi al centro commerciale Peguy di Cinquefrondi insieme a Giuseppe Marcianò ed alla moglie.
Il processo riprende il 9 ottobre.
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