CASSANO IONIO. ARRESTATA UNA MAGA, TRA I SUOI CLIENTI ANCHE UOMINI IN DIVISA
COSENZA NEWS 3 Ottobre 2008
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giovanni pastore
cosenza - Facendo la maga aveva messo insieme una fortuna. Duecentomila euro incassati con talismani, candele, fatture e misteriosi riti scacciaguai che hanno fatto risucchiare in una voragine di debiti i suoi clienti. Filomena Aloise, 36 anni, è stata arrestata e assegnata ai domiciliari, ieri mattina, per ordine del gip Cataldo Collazzo. Altre due presunte “colleghe”, “Paola” e “Bianca”, di Battipaglia, nel Salernitano, sono state denunciate in stato di libertà. L’inchiesta, coordinata dal pm Larissa Catella, segue tracce d’ipotetici imbrogli. Secondo quanto avrebbero accertato i detective del questore Raffaele Salerno, l’ipotetica fatucchiera faceva fatture, rivelava i giorni buoni, minacciava con il voodo «Non dovrete più avere nè pace nè bene», oppure «un male oscuro vi colpirà e per voi sarà la rovina» per convincere qualche cliente riluttante. Ed era così, secondo gl’inquirenti, che la maga avrebbe dominato le menti di quella gente che a lei si rivolgeva per risolvere problemi più o meno gravi. Nella lista dei “creduloni” sono finite due donne della Valle del Crati, nel Cosentino, ma anche due appartenenti alle forze dell’ordine, uno in servizio a Reggio Calabria e l’altro nel Barese, ma anche un imprenditore nel settore alimentare della Basilicata, un agente di commercio della Puglia. Sono state le donne le prime a denunciare l’ipotetico raggiro. Con il volto rigato dal pianto, le poverette rivelarono agl’investigatori del Commissariato di Castrovillari, guidati dal vicequestore Giuseppe Zanfini, il loro ipotetico inferno. L’abile imbonitrice sarebbe riuscita a spillare, a zia e nipote, quasi centomila euro facendo credere alle poverette l’esistenza di minacce invisibili, scatenate da potenti fatture, che solo l’opera di una maga esperta come lei avrebbe potuto sradicare. «Il vostro parente è vittima di magia nera e deve morire, per cancellare il maleficio servono candele purificatrici». Ogni cero arrivava a costare anche mille euro. E siccome la fattura risultava puntualmente assai potente, il rito dell’accensione si sarebbe consumato periodicamente. Ogni candela un salasso per le malcapitate che avrebbero dovuto far ricorso anche a dei prestiti in banca per evitare l’ira d’un misterioso “maestro” o “professore”. Con uno degli appartenenti alle forze dell’ordine si sarebbe instaurata anche una relazione sentimentale. La maga avrebbe fatto credere al malcapitato di riuscire a parlare con il padre defunto. Dopo la perquisizione domiciliare subita nell’ottobre dello scorso anno, Filomena Aloise si rivolse ad uno stregone africano per sapere se rischiasse l’arresto. Lo sciamano pretese 200 euro e sentenziò: «Non corri alcun rischio». Previsione evidentemente non a lungo termine.











































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