CARMELO DESSÌ, LA CASSAZIONE ANNULLA CON RINVIO L’ORDINANZA DI CUSTODIA DEL TDL DI CATANZARO
LOCRIDE 3 Ottobre 2008
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LOCRI - La sesta sezione della Corte di Cassazione ha annullato con rinvio al Tribunale della Libertà di Catanzaro l’ordinanza di custodia cautelare per Carmelo Dessì, accusato dalla Dda di Catanzaro del tentato omicidio, in concorso con altri soggetti, ai danni di Bruno Nesci. Il tentato omicidio avvenne nel dicembre 2004 nell’ambito dei cosiddetti “fatti di Fabrizia”, dove, secondo gli inquirenti, era in atto uno scontro tra due presunte famiglie mafiose contrapposte, i Nesci e i Mamone.
Il mandato d’arresto nei confronti di Antonio Dessì venne emesso nel giugno del 2007 dal gip di Catanzaro Falvo Camillo, a chiusura delle indagini, avviate anche grazie alla collaborazione del pentito Domenico Novella, che hanno portato all’arresto oltre che di Dessì anche di Domenico Audino, Bruno Nesci, Cosimo Greco, Antonio Montagnesi, per i quali è in corso il processo presso il Tribunale di Vibo Valentia.
Contro il provvedimento del gip catanzarese l’avvocato Giovanni Taddei, difensore di Dessì, ha proposto ricorso al tribunale della libertà di Catanzaro una prima volta nel luglio 2007, ma venne rigettato. L’avvocato Taddei ricorreva allora in Cassazione. La seconda sezione della Suprema Corte si è pronunciata a favore dell’imputato, accogliendo le motivazioni difensive, constatando che non poteva essere utilizzata una registrazione fonografica attribuita a Nesci, perché avvenuta in assenza del proprio difensore.
Il Tdl di Catanzaro in sede di rinvio confermava l’ordinanza di custodia cautelare ai danni di Dessì in data 21 febbraio 2008, basandosi su altri indizi, quali la testimonianza resa da Novella. Per la seconda volta l’avvocato Taddei, contestando l’intera nuova ordinanza del Tdl, si rivolgeva alla cassazione, evidenziando che le dichiarazioni di Novella «non erano idonee a sostenere il grave quadro indiziario». Il ricorso è stato deciso lo scorso 30 settembre quando la sesta sezione della Corte di Cassazione ha annullato per la seconda volta l’ordinanza del Tdl rinviando allo stesso tribunale per una terza valutazione circa la sussistenza o meno del quadro indiziario a carico del Dessì.
Dessì si trova recluso a Cuneo in regime di carcere duro in quanto imputato con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso al processo ai presunti mandanti ed esecutori materiale dell’omicidio di Francesco Fortugno
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