AVREBBE ABUSATO DELLA PIU’ PICCOLA. Condannato a dieci anni di carcere per violenza sessuale aggravata nei confronti della propria figlia minorenne un cinquantottenne di Fiumefreddo.

PAOLA - La sentenza è stata pronunciata ieri pomeriggio dal collegio penale del Tribunale di dopo quasi due anni di dibattimento. L’uomo, un muratore che viveva di lavoro precario, era accusato di avere abusato per anni della più piccola dei suoi tre figli.

L’inchiesta era scattata nel 2004, in seguito alla denuncia di alcuni assistenti sociali cui era stato affidato il caso della piccola che in quello stesso anno era stata sottratta alla famiglia d’origine e affidata a una casa-famiglia. La vicenda era maturata in un ambiente umanamente e socialmente degradato. Da quanto emerso nel corso delle indagini e poi confermato in dibattimento, il padre-padrone, in evidente stato di ubriachezza, avrebbe costretto la bambina a subire atti sessuali sotto la minaccia di un coltello puntato alla gola.

La piccola vittima sarebbe stata addirittura più volte violentata nel bagno sottostante la sua casa o addirittura in vicoli isolati del paese, tenuta bloccata, con una mano sulla bocca, per non farla piangere, per evitare che gridasse. All’inizio della straziante serie di violenze la bimba aveva solo cinque anni.

Il quadro delineato, le prove emerse nel corso del processo avevano spinto la pubblica accusa, rappresentata ieri dal sostituto procuratore Antonella Lauri, a chiedere una condanna ancora più dura: sedici anni di carcere. Insieme alla pena principale, comunque, i giudici paolani hanno condannato l’imputato anche all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e da qualunque ufficio attinente la tutela e la curatela di minori e da qualsiasi incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, vietandogli anche di praticare strutture frequentate prevalentemente da minori e dichiarandolo decaduto dalla potestà genitoriale.

MARTA PERROTTA GAZZETTA DEL SUD

 



Lascia un Commento

blank