AL SENATO L’ON. PRESTIGIACOMO TITOLARE DELL’AMBIENTE risponderà alle interrogazioni suscitate dal sequestro di 18 siti realizzati con materiali considerati nocivi. L’Unical ricorda un suo studio del 2005 e si offre di analizzare gratuitamente la qualità di aria, acqua e suolo

la soddisfazione del sindaco crotonese - La vicenda legata all’inchiesta giudiziaria sul presunto utilizzo di rifiuti industriali come materiale di costruzione in lavori pubblici approda nelle aule parlamentari. Oggi Il ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo in Senato, al “question time” delle 16, risponderà alle interrogazioni sul sequestro di diciotto siti nella provincia di Crotone, tra cui sono come è noto anche i piazzali di due scuole, in cui sarebbe stato utilizzato come rilevato e sottofondo del materiale ritenuto tossico.

Intanto continuano le reazioni e gli interventi sulla complessa vicenda. L’Università della Calabria si offre gratuitamente di intervenire nella diagnosi dell’inquinamento del territorio. «Il direttore del dipartimento di chimica dell’Università della Calabria, prof. Giovanni Sindona – si legge in una nota dell’ateneo – nel 2005 ha consegnato alle autorità giudiziarie del Tribunale di Crotone una perizia riguardante del materiale recuperato dal sottosuolo, a profondità di pochi decimetri, dell’area attualmente inquisita». Per il prof. Giovanni Sindona, alla luce dei risultati della perizia, si tratterebbe di un disastro ambientale. «A titolo di esempio – spiega il docente universitario – lo zinco era presente in 38.000 mg/kg (limite per centro abitato 150); l’arsenico per 190 mg/kg. Anche dopo 16 giorni, il test di rilascio in acqua del materiale repertato, dimostrava valori molto più elevati del limiti di legge».

Sulla questione l’on. Angela Napoli, deputata del Pdl, ha presentato un’interpellanza ainistri dell’ambiente Stefania Prestigiacomo, della giustizia Angelino Alfano e dell’interno Roberto Maroni. Nell’interpellanza Angela Napoli pone quindi quesiti ai tre ministri e ricorda che è stata prevista già con legge del 1998 la bonifica dell’area industriale crotonese, mai avvenuta. L’on. Napoli, tra l’altro, chiede come mai l’inchiesta, iniziata del 1999, abbia avuto tempi dilatati.

La parlamentare chiede inoltre di sapere quanti finanziamenti sono stati stanziati negli anni passati per il risanamento ambientale dell’area industriale ex Pertusola Sud e come sono stati spesi, se corrisponde al vero che l’intervento di disinquinamento prenderà il via solo tra il 2009 e il 2010 e si protrarrà fino al 2020, se e quali altre società hanno avuto l’incarico di disinquinamento e bonifica negli anni precedenti ed i motivi per i quali non hanno espletato l’incarico stesso.

Angela Napoli interroga i tre ministri anche, tra l’altro, per sapere quale l’attività ed il controllo nel merito da parte del ministro dell’ambiente del governo della precedente legislatura, quali gli interventi ed i controlli fatti dall’Ufficio del Commissario per l’emergenza ambientale in Calabria, se è stato elargito e come se questo è avvenuto è stato speso il finanziamento , previsto nel 2002-2003, per la bonifica ed il ripristino ambientale del sito della Pertusola di Crotone.

Per il deputato del Pd Nicodemo Oliverio la vera priorità è mettere al centro dell’azione politica ed amministrativa la questione relativa alla bonifica ed al recupero ambientale dei siti crotonesi. «In questa direzione – sottolinea l’esponente del Pd – il precedente Governo aveva stanziato delle risorse. L’attuale Governo, ora, deve, di concerto con gli enti territoriali, accelerare queste azioni di bonifica per riconsegnare ai cittadini la sicurezza necessaria per mandare i loro figli a scuola, la sicurezza di vivere in aree sane e lontane da qualsiasi rischio per la propria salute e, inoltre, ridare a tutto il territorio della provincia crotonese quelle grandi potenzialità di sviluppo, spesso mortificate e frenate da situazioni come queste». «Già nel maggio del 2007 – conclude Nicodemo Oliverio – con un atto ispettivo avevo chiesto al Governo interventi urgenti per sanare e bonificare i siti industriali».

Il consigliere comunale del Partito democratico Francesco Pesce sottolinea che la vicenda relativa alla presenza nel sottosuolo e nell’acqua di sostanze inquinanti «dovrebbe scuotere maggiormente la sensibilità e la coscienza civile di coloro che sono stati eletti per contribuire a vari titoli al bene della città».

«Tale vicenda – aggiunge il consigliere comunale – dalle conseguenze inquietanti e ancora tutte da scoprire nel corso dei prossimi anni ha fatto emergere con estrema chiarezza le responsabilità di tutti coloro che avrebbero dovuto provvedere all’effettuazione della bonifica, di cui nella nostra città si continua vanamente a parlare fin dal momento in cui fu dismesso il vecchio apparato industriale e che, seppure più volte annunciata, non è a tutt’oggi ancora decollata»

GAZZETTA DEL SUD


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