CALABRIA - RIFIUTI, POCHI PAGANO E LA VALLECRATI AFFONDA. LA SOCIETÀ VANTA CREDITI PER OLTRE 20 MILIONI DI EURO
COSENZA NEWS 2 Ottobre 2008
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la prova di forza dei lavoratori della valle crati e il pugno di ferro adottato dal sindaco Perugini hanno smosso un po’ le acque. Il Cda della Spa si è dimesso esattamente ad un anno dal suo insediamento, la città sta cercando di tornare alla normalità. Mezzi (14) e uomini in abbondanza per svuotare decine di cassonetti e trasbordare gli rsu nell’impianto della Calabra Maceri, in contrada Cutura (Coda di Volpe è off limits). La quantità di spazzatura giornaliera che è possibile scaricare è passata da 50 tonnellate a 150 tonnellate. In questo modo, lavorando e scaricando a pieno regine, tutta l’immondizia arretrata se non ci saranno altri intoppi dovrebbe essere raccolta entro la fine della settimana. Resta il problema della pulizia, di non secondaria importanza, delle aree attorno ai cassonetti. I camion della Vallecrati, infatti, agganciano i contenitori laterali e posteriori. Ma molti sacchetti rimangono per terra. A chi spetta raccoglierli? E a chi spetta pulire per bene stra e marciapiedi dai resti di immondizia che da oltre un mese tengono compagnia ai cosentini? Il recupero dell’imballaggio è stato trascurato. In alcuni punti della città ci sono montagne di scatole di cartone. Metri e metri di marciapiedi occupati da contenitori di varie misure. La Vallecrati e le altre ditte che la scorsa settimana hanno contribuito a risolvere l’emergenza si sono occupate più che altro di raccogliere rsu (tranne alcuni giri effettuati dalla Calabra Maceri) lasciando volutamente l’imballaggio e suscitando tra l’altro la protesta della Confesercenti.
Ma tutto il sistema rischia di saltare in aria. Se non si risolveranno i problemi di natura economica sarà inutile formare nuovi Cda ed aggiungere altri manager al già lungo elenco. Oggi il presidente del Consorzio, Mario De Rose, fisserà la riunione con i soci privati per il rinnovo delle cariche. Domani invece è prevista l’assemblea dei comuni per parlare della riorganizzazione societaria. Nessuno intanto ricorda che la Vallecrati vanta crediti per oltre venti milioni tra Comuni e Ufficio del Commissario. Ci sono problemi strutturali e organizzativi. Ma quelli economici non possono essere messi da parte. Il quadro dei debiti che presentammo a maggio è variato di pochissimo: Cosenza 7 milioni di euro, Rende oltre due, Bisignano 800 mila euro, Castrolibero 440. Solo qualche piccolo comune si sta mettendo a posto. Anche le ditte che trasportano i rifiuti nelle discariche sono sul piede di guerra: Calabra Maceri e Marchese vantano un credito complessivo di circa 3 milioni di euro. Gli ultimatum si sprecano. Prima o poi sarà scritta la parola fine.
Il sindaco, che martedì aveva emanato un’ordinanza con cui chiedeva alla Vallecrati di provvedere immediatamente alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti, ieri si è detto ottimista. «Alcuni punti di criticità sono stati eliminati anche se ne rimangono altri», ha sottolineato Perugini. Al di là delle difficoltà strumentali della Vallecrati, la cui maggioranza è detenuta da un Consorzio che riunisce 43 comuni del Cosentino, Perugini ha evidenziato che il problema da risolvere è quello degli impianti di smaltimento. «Non è pensabile», ha spiegato, «che una provincia in cui vivono 800 mila abitanti sui due milioni della Calabria non abbia propri impianti». I rifiuti del capoluogo fino ad oggi tranne proroghe saranno portati nella discarica di San Giovanni in Fiore. Successivamente, dovrebbero tornare nel sito di Crotone che a metà mese rischia di essere definitivamente chiuso anche se prende corpo sempre di più l’ipotesi di uno slittamento del provvedimento proprio per non mettere in ginocchio decine di comuni. «A breve dovrebbero aprire alcune discariche nell’area urbana», ha concluso il sindaco, «ciò ci darebbe la possibilità di avere il tempo per ragionare su un piano più complessivo».
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