SEMINARA - OPERAZIONE “TOPA”, LA CORTE DI CASSAZIONE ANNULLA CON RINVIO PER DUE DEI GIOFFRÈ
REGGIO CALABRIA NOTIZIE 1 Ottobre 2008
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LA CASSAZIONE, IV SEZIONE, IN ACCOGLIMENTO DEI RICORSI PROPOSTI DAGLI avvocati Mario Santambrogio e Maria Teresa Santoro, ha annullato con rinvio al Tribunale della libertà di Reggio l’ordinanza di custodia cautelare in carcere |
SEMINARA - La Cassazione, sesta sezione, in accoglimento dei ricorsi proposti dagli avvocati Mario Santambrogio e Maria Teresa Santoro, ha annullato con rinvio al Tribunale della libertà di Reggio l’ordinanza di custodia cautelare in carcere che il Gip aveva emesso nei confronti di Vittorio Vincenzo Gioffrè e Adriano Gioffrè.
I due erano stati arrestati insieme ad altri 19 indagati nel novembre dello scorso anno, nel contesto dell’operazione “Topa”, condotta dalla Polizia, così chiamata dal nome della contrada dove, a parere dell’accusa, venivano indette le riunioni per riscutere delle sorti delle elezioni comunali.
Nei rispettivi ricorsi gli avvocati Santambrogio (legale di Vittorio Vincenzo Gioffrè) e Santoro (difensore di Adriano Gioffrè) hanno contestato la sussistenza degli elementi caratterizzanti l’esercizio del potere mafgioso con riferimento alle condotte contestate nei capi d’imputazione. In particolare i difdensori hanno fatto presente ai giudici della Suprema Corte come «gli indici di mafiosità che il giudice delle indagini preliminari aveva messo in evidenza nei confronti della famiglia Gioffrè non offrissero alcun serio contributo per provare che gli elettori avessero subito, da parte dei componenti della medesima famiglia, pressioni o minacce finalizzate a favorire l’elezione di determinati candidati».
La Corte di Cassazione, condividendo le osservazioni della difesa e preso atto del parere favorevole espresso dal procuratore generale di udienza, ha quindi disposto l’annullamento del mandato di cattura con rinvio degli atti allo stesso Tribunale di Reggio Calabria per una nuova deliberazione in merito alla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza a carico di Vittorio e Adriano Gioffrè.
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