REGGIO CALABRIA - SPARITO DA 10 GIORNI PAOLO SCHIMIZZI UN CASO NUOVO DI LUPARA BIANCA?
NDRANGHETA TODAY 1 Ottobre 2008
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UNA SPARIZIONE INQUIETANTE. SCHIMIZZI E’ inDICATO DAGLI INQUIRENTI COME ATTUALE “REGGENTE” DEL POTENTE CLAN facente capo ai Tegano di Archi. I pentiti Fiume e Fracapane avevano fatto il nome del giovane emergente |
acri - Una sparizione inquietante. Da una decina di giorni si sono perse le tracce di Paolo Schimizzi, 37 anni, considerato dalle forze dell’ordine come l’attuale “reggente” del potente clan dei Tegano. L’ultimo contatto risale a lunedì 22 settembre. È stata la moglie l’ultima persona a vederlo.
Da quel momento Paolo Schimizzi è come svanito nel nulla. Non ha fatto più rientro a casa e non ha dato più sue notizie. Nemmeno una telefonata. Nulla. I congiunti più stretti hanno atteso invano il ritorno. Poi, si sono decisi e hanno denunciato la scomparsa in Questura. Il trascorrere dei giorni ha fatto lievitare l’angoscia a livelli spasmodici. Man mano che passava il tempo aumentava il timore dei familiari che potesse essere accaduto qualcosa di brutto. Paolo Schimizzi non era il tipo che si allontanava da casa senza dare notizie per giorni. E anche per questo le preoccupazioni sono cresciute e a un certo momento la paura ha preso il sopravvento.
Il rischio di un nuovo caso di lupara bianca non appare infondato. E se così fosse si sarebbe in presenza di un fatto grave e pericoloso. Paolo Schimizzi, come già evidenziato, non è un soggetto qualunque. Gli inquirenti ritengono che sia uno degli elementi di vertice, addirittura il “reggente”, del gruppo facente capo ai Tegano di Archi, famiglia di ‘ndrangheta di antico lignaggio, storicamente alleata con i De Stefano. E con i De Stefano e i Libri, i Tegano avevano composto lo schieramento che nella seconda guerra di mafia, combattuta in riva allo Stretto dal 1985 al 1992, si era scontrato con il cartello formato dalle cosche Condello-Imerti-Serraino-Rosmini.
I fratelli Pasquale e Giovanni Tegano erano i capi del clan omonimo all’epoca del feroce scontro per assicurarsi il predominio mafioso sulla città e sui comuni dell’hinterland. Inseguiti dalle ordinanze del processo Olimpia, i due boss hanno trascorso un lungo periodo alla macchia. Per Pasquale Tegano la latitanza si era interrotta nell’agosto del 2004 quanto i carabinieri del Ros l’avevano scovato in un appartamento nel quartiere di San Giovannello. In tempi recenti le indagini della Dda, sfociate nelle operazioni “Eremo” e “Testamento”, avevano evidenziato la crescita di Paolo Schimizzi nel contesto dello schieramento. I pentiti Antonino Fiume e Giovanbattista Fracapane avevano parlato del giovane emergente. Fracapane, nelle rivelazioni fatte ai magistrati della Dda, aveva evidenziato che «Paolo Schimizzi aveva preso casa a San Giovannello perchè non gli piace stare ad Archi». Il pentito aveva avanzato il sospetto che quella scelta rientrava nella strategia del clan Tegano messa in atto per allungare i tentacoli sul locale di San Giovannello, un tempo regno del boss Mario Audino, trucidato in un agguato la mattina del 19 dicembre 2003.
Durante le indagini sfociate nell’operazione “Testamento”, la Mobile aveva fotografato il boss Pasquale Libri mentre discuteva animatamente con due persone indicate come esponenti del clan De Stefano-Tegano. E una di queste persone era proprio Paolo Schimizzi. Sullo sfondo della vicenda della sparizione del giovane si collocano le preoccupazioni sollevate dalle dichiarazioni fatte nello scorso mese di agosto da Giacomo Lauro nell’ambito del processo “Missing”. Il pentito storico della ‘ndrangheta aveva paventato il rischio che in riva allo Stretto potesse accadere qualcosa di grave che poteva mettere in pericolo l’equilibrio tra le cosche, sancito dalla “pax mafiosa” suggellata sedici anni fa con la mediazione di Cosa nostra.
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