UNA BOLLA DI FUOCO HA AVVOLTO L’OPIFICIO DI VIA NUOVA DELLE BRECCE, NELLA ZONA ORIENTALE DI NAPOLI. L’esplosione ha provocato una vittima, sepolta sotto un cumulo di macerie nella sua auto parcheggiata davanti all’edificio, che ospitava l’opificio, ormai semidistrutto, e cinque famiglie.

NAPOLI - Disattese le prime ipotesi balenate sulle cause dell’incendio nell’area della raffineria Q8 a Napoli. Non si è trattato né di un emissione di solventi, né dell’esplosione di una bombola di gas dell’edificio, bensì di un ‘maldestro’ tentativo di manomissione delle conduttore della Q8 che riforniscono il porto di Napoli. Una ‘bolla’ di fuoco ha investito la racchiusa fabbrica di scarpe e pellame di via Nuova delle Brecce, nella zona orientale del capoluogo campano. L’esplosione ha provocato una vittima, sepolta sotto un cumulo di macerie nella sua auto parcheggiata davanti all’edificio, che ospitava l’opificio, ormai semidistrutto, e cinque famiglie.

Tre persone sono rimaste gravemente ustionate nel rogo di via Nuova delle Brecce. Tra queste, il titolare della piccola fabbrica, ricavata al primo piano dello stabile crollato, e suo suocero, un settantenne che versa in gravi condizioni, attualmente ricoverato con gli altri feriti nel entro speciale gravi ustioni dell’ospedale “Cardarelli”. Quest’ultimo nel tentativo di fuga dall’inferno che si era sviluppato all’interno dell’opificio, invece di uscire su via Delle Brecce, scappando dall’altro lato verso via Argine si è trovato dinnanzi ad un cancello chiuso e circondato dalle ustionanti condotte Q8. E’ stato salvato dai pompieri e dagli operatori del 118 che prontamente hanno sfondato il cancello, ora versa in condizioni preoccupanti.

A “Villa Betania”, nosocomio dell’area orientale della città, sono arrivate altre cinque persone, fra queste una ragazza romena e due vigili del fuoco. coinvolti nello scoppio con ferite o principi di intossicazione: tuttavia nessuna di queste, a quanto risulta, è grave. Tre di loro appartengono alla stessa famiglia.

I feriti del Centro grandi ustionati del Cardarelli sono Ciro A., 40 anni, di Volla, ricoverato in prognosi riservata, per aver riportato ustioni sul 35 per cento del corpo, al volto, alle mani e al dorso; Giuseppe S., 35 anni, con ustioni sul 25 per cento del corpo, al viso alle gambe e alla mano destra; e Gaetano M., 65 anni, di Napoli, con ustioni sul 10 per centro del corpo, alle mani e al dorso.

L’edificio sventrato dal rogo è attraversato dalle condutture di carburante delle raffinerie Q8, che quotidianamente riforniscono l’area portuale. Secondo i vigili del fuoco lo scoppio sarebbe stato innescato da un ‘maldestro’ tentativo di furto dalla rete sorgente Q8. La deflagrazione non ha minimamente intaccato le condotte di carburante che insistono nella zona, anche se si è levata un’alta e densa colonna di fumo, visibile dalla città. che ha scatenato il panico nella popolazione napoletana.

La Kuwait Petroleum Italia in una nota, fornita alla stampa, ha subito precisato: “L’esplosione non è avvenuta all’interno del deposito né in aree di propria proprietà ma in un’area ad essi prospiciente”. E la conduttura, che scorre visibile proprio in un canale adiacente alla fabbrica, è stata isolata nel corso dei primi interventi di soccorso.

MASSIMILIANO RIVERSO



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