CATANZARO, BOLLETTINI “FANTASMA” PER OTTENERE LE SANATORIE EDILIZIE. IN 23 SOTT’ACCUSA
CATANZARO NOTIZIE 1 Ottobre 2008
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chiusa tranche dell’indagine sulla maxi truffa dei falsi timbri postali” - Sequestri al Comune e notifiche di avvisi di conclusione indagini. Falso e truffa sono i reati ipotizzati dalla Procurale somme mai pagate vanno da 600 a 26 mila euro |
catanzaro - Chiusa un’altra tranche dell’indagine sulla maxi-truffa dei falsi timbri postali. Il pm Andreana Ambrosino, che ha “ereditato” il fascicolo dalla collega Cristina Tettamanti, ha firmato gli avvisi per il caso delle sanatorie edilizie fantasma, notificati ai 23 indagati dai militari della sezione di Polizia giudiziaria della Guardia di Finanza.
I destinatari del provvedimento sono: Stefania Barberio, 34 anni, di Catanzaro; Ramona Angela Cosentino, 23, Catanzaro; Angelo Cosentino, 48; Antonella Concolino, 52, Catanzaro; Saveria Scalzo, 36, Catanzaro; Paolo Carlis, 41, Catanzaro; Angelo Cacia, 50, Catanzaro; Pietro Cirene, 69, Catanzaro; Patrizia Cirene, 43, di Casarile (Mi), residente a Catanzaro; Sergio Barberio, 45, Catanzaro; Maurio Barberio, 45, Catanzaro; Francesco Minicelli, 38, Catanzaro; Vanessa Aprile, 39, Catanzaro; Giuseppe Ciambrone, 38, Catanzaro; Immacolata Dolce, 52, Catanzaro; Carlo Putrone, 61, Catanzaro; Annamaria Puccio, 54, Catanzaro; Massimo Froio, 49, Catanzaro; Michele Critelli, 28, Catanzaro; Pamela Critelli, 27, Catanzaro; Antonio Gualtieri, 35, Catanzaro; Elena Leone, 26, Catanzaro; Rita Maletta, 41, Catanzaro.
I ventitrè sono accusati, a vario titolo, di falso materiale, falso ideologico e truffa, nella maggior parte dei casi aggravati dall’accusa di aver commesso i presunti reati su atti dotati di fede pubblica privilegiata. In buona sostanza, i ventitrè finiti sott’accusa – tutti beneficiari di sanatoria edilizia – avrebbero presentato agli uffici comunali dell’Urbanistica documenti corredati di false ricevute di conti correnti postali destinati al pagamento di oneri concessori od oblazioni per il rilascio di titoli abitativi in sanatoria, inducendo così in errore i funzionari del Comune i quali rilasciavano la certificazione senza che, in realtà, fosse stato pagato quanto dovuto. Il Comune, è bene precisarlo, in questa vicenda risulta parte lesa: il danno per le casse municipali ammonterebbe a centinaia di migliaia di euro di mancati introiti. I fatti contestati sarebbero avvenuti in un lasso di tempo fra il 2004 e il 2007; una sola la pratica ancora in itinere. Buona parte del materiale “incriminato”, esattamente 35 pratiche di sanatoria, è stato posto sotto sequestro ieri dalle Fiamme Gialle: l’esame degli atti originali consentirà di verificare la portata della presunta contraffazione. Fra l’altro, sostiene il pm Andreana Ambrosino, il sequestro si è reso necessario per evitare che le false (presunte) ricevute possano essere distrutte o nascoste.
Le somme che secondo l’accusa sono state falsamente versate vanno dai 610 euro di un caso ai 26 mila 906 di quello più eclatante. Il sistema, secondo la Procura della Repubblica, sarebbe stato piuttosto facile: qualcuno – ma l’oggetto non è mai stato trovato nel corso delle indagini – avrebbe avuto la disponibilità di almeno un timbro postale che sarebbe stato utilizzato per vidimare conti correnti mai realmente pagati. Le indagini sono scattate in seguito ad alcune denunce. È successivamente venuto a galla che alcuni denuncianti non sarebbero state vittime inconsapevoli di un presunto raggiro, ma veri e propri artefici della truffa. In buona sostanza, non avrebbero pagato per versamenti mai realmente effettuati da operatori postali, ma avrebbero volontariamente approfittato delle “prestazioni” di un presunto falso timbro postale. Gli accertamenti, iniziati a fine 2006, hanno seguito più filoni: l’indagine, da subito affidata alla sezione di Pg della Guardia di Finanza, è stata suddivisa in vari fascicoli, in base all’identità della vittima della presunta truffa. E così in Procura esistono fascicoli intestati al Comune, all’Agenzia delle Entrate, all’Inps e a soggetti privati erogatori di servizi. Quella relativa alle sanatorie edilizie è la seconda tranche conclusa. Ovviamente, le indagini proseguono su altri fronti: la presunta truffa potrebbe essere ben più ampia di quanto preventivato.
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