EMERGENZA RIFIUTI

EMERGENZA RIFIUTI NEL COSENTINO - Gli operai hanno recuperato nel giro di ventiquattr’ore quasi 150 tonnellate di spazzatura. Ma in molte zone i cassonetti sono ancora intatti.La raccolta dei rifiuti, dopo l’ennesima diffida del sindaco Perugini alla Vallecrati, ha subìto un’improvvisa accelerazione.

cOSENZA - Le tute gialle ieri hanno lavorato continuamente anche se il quadro, soprattutto nelle zone periferiche (Portapiana, corso Garibaldi, piazza Valdesi, San Gaetano, Massa, Spirito Santo) e nelle frazioni (Donnici, Sant’Ippolito e Borgo Partenope) rimane precario. Ad alcuni cassonetti è stato appiccato il fuoco. La notte tra domenica e lunedì un principio d’incendio si è registrato anche davanti al cantiere cittadino della Vallecrati.

Si sono mossi pure mezzi e uomini della Calabra Maceri a cui il Consorzio si è rivolto per contribuire alla raccolta dell’imballaggio. A questo proposito, ieri pomeriggio, frizioni ci sono state nel momento in cui il direttore del cantiere di via Romualdo Montagna ha dato l’ordine alle tute gialle della Vallecrati di salire sui camion della Calabra Maceri per raccogliere scatole di cartone. Ad un certo punto si è ipotizzato anche un nuovo blocco dei servizi, un po’ per la mancanza di notizie sullo stipendio un po’ sulla confusione che si stava creando (alcuni uomini e mezzi della Vallecrati sarebbero stati in alcuni comuni limitrofi pure alle prese con l’emergenza rifiuti). Ma con il passare delle ore per fortuna il buon senso ha avuto la meglio.

Purtroppo non è facile eliminare nel giro di poche ore oltre 300 tonnellate di spazzatura. Se il ritmo non cala, però, si potrà tornare alla normalità entro la fine della settimana.

Nelle ultime 24 ore gli operai della Vallecrati (ancora in attesa di notizie sul pagamento dello stipendio di agosto) hanno raccolto quasi 150 tonnellate di rsu. Un’operazione resa difficile dalla presenza attorno ai cassonetti di mucchi di sacchetti di immondizia che è stato necessario raccogliere con le mani. Davanti a ogni postazione, dunque, la sosta è stata più lunga del solito. Le operazioni di trasbordo sono state effettuate parte nei semirimorchi piazzati a Coda di Volpe, parte nell’impianto della Calabra Maceri, in contrada Cutura.

Più della metà del carico dei container sono stati riservati al capoluogo, ma da ieri nell’impianto di Coda di Volpe hanno cominciato a recarsi anche gli altri comuni (un trentina) che aderiscono al Consorzio.

Ieri sono stati organizzati turni continui e finalmente molte vie cittadine sono state attraversate dagli autocompattatori adibiti allo svuotamento dei cassonetti.

La giornata è stata caratterizzata da una serie di riunioni. Alla prima hanno partecipato il presidente del Consorzio Valle Crati, Mario De Rose, manager e tecnici della Spa, funzionari del Comune che stanno monitorando l’attività dopo l’ultima lettera trasmessa dal sindaco ai vertici della società che gestisce raccolta e smaltimento dei rifiuti. Il Consorzio ha fatto di tutto per organizzare un servizio continuo. Nel pomeriggio, a Palazzo dei Bruzi, è toccato alla Commissione ciclo rifiuti. Erano presenti anche il sindaco Perugini, l’assessore Perri e il dirigente Bartucci. Il sindaco ha fatto la storia di questa emergenza. «Dovrà essere l’ultima», ha sentenziato Perugini. Un vertice l’hanno tenuto anche i segretari generali di Cisl e Uil, Paolo Tramonti e Antonio Lento, Fisascat e Uiltucs, Gianluca Campolongo e Antonio Verrino. L’assemblea dei soci del Consorzio in programma oggi pomeriggio che dovrà decidere le sorti dei manager della Spa, è stato detto tra l’altro nel corso della riunione sindacale, dovrà fare chiarezza una volta per tutte sulla volontà da parte dei Comuni interessati di proseguire nel percorso consortile e ripristinare una corretta gestione ed efficienza dei servizi. Cisl e Uil hanno rinnovato la richiesta di incontro al presidente della Provincia Oliverio affinchè venga attivato e coordinato un tavolo di concertazione per affrontare le emergenze.

 STATALIIN PIAZZA CONTRO BRUNETTA

La protesta inscenata ieri in tutta Italia dagli impiegati delle agenzie fiscali, è stata attuata anche nella città dei bruzi. Indice puntato contro il decreto Brunetta, che a loro dire penalizzerebbe troppo la categoria con tagli agli stipendi e quant’altro. In mattinata un centinaio di statali ha stazionato davanti al palazzo della Prefettura, chiedendo udienza presso il rappresentante del governo. Non riescono proprio a digerire le nuove norme imposte nella pubblica amministrazione. Così hanno deciso per il gesto eclatante, scendendo direttamente in piazza. A sostenere la battaglia degli impiegati della agenzie fiscali tutte e tre le sigle sindacali di Cgil, Cisl e Uil, più la Confsal-Salfi. Se le loro richieste non saranno prese in considerazione, scatterà lo sciopero, attraverso una manifestazione unitaria da tenersi nella capitale. Già definita la data in cui attuare la protesta: il prossimo 17 ottobre.

  GAZZETTA DEL SUD


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