ROSARNO - OMICIDIO CORNELIA DUANA: ESTRANEI I FRATELLI STAVOLTA ACCUSATI DI CONCORSO NEL DELITTO INSIEME A CERAVOLO
REGGIO CALABRIA NOTIZIE 23 Settembre 2008
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la corte di cassazione ha annulato l’ordinanza del tdl di reggio accogliendo il ricorso proposto dall’avv. Giovanni Vecchio, ei confronti dei fratelli Giacomo e Domenico Stavolta, rispettivamente di 29 e 19 anni, di Rosarno |
Rosarno - La Corte di Cassazione, prima sezione, accogliendo il ricorso proposto dall’avv. Giovanni Vecchio, ha annullato l’ordinanza del Tribunale del riesame di Reggio Calabria, emessa il 28 gennaio di quest’anno, nei confronti dei fratelli Giacomo e Domenico Stavolta, rispettivamente di 29 e 19 anni, di Rosarno, in riferimento alle imputazioni cautelari di omicidio e violenza privata.I due fratelli erano stati coinvolti nella brutta storia dell’omicidio della giovane rumena Cornelia Duana rimasta ferita in via Bellini del centro della Piana da un solo colpo di pistola automatica partito dall’arma impugnata dal suo ex compagno, il 31enne Giuseppe Ceravolo, pure lui di Rosarno.
Vengono quindi accolte le argomentazioni della difesa con le quali è stato sostenuto che la morte della ragazza siano riconducibili ad una dolorosissima disgrazia.
L’episodio, che si era verificato in strada poco dopo la mezzanotte di San Silvestro, aveva destato grande clamore interessando i media nazionale che allo stesso avevano dedicato grande spazio. Giuseppe Ceravolo era stato arrestato nell’immediatezza della sparatoria.I fratelli Stavolta si erano costituiti il giorno dopo al Commissariato di Polizia di Gioia Tauro accompagnati dal proprio legale avv. Giovanni Vecchio. Il Gip presso il Tribunale di Palmi il 4 gennaio 2008 aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, contestando a Giacomo e Domenico Stavolta l’accusa di concorso in omicidio volontario.
Il Tribunale del Riesame, il successivo 28 gennaio, aveva accolto parzialmente la tesi difensiva che sosteneva l’estraneità di entramb all’ipotesi di un omicidio i quanto gli stessi si erano unicamente accompagnati al Ceravolo per festeggiare l’arrivo del nuovo anno senza sicuramente poter prevedere la lite della coppia e il successivo casuale incidente.Il Tribunale della libertà, infatti, aveva qualificato l’episodio, nell’udienza del 28 gennaio, mediante la «particolare fattispecie giuridica del cosiddetto concorso anomalo prevista per ipotizzare la partecipazione ad un reato più grave non voluto». La sentenza della Suprema Corte, dunque, ha annullato il provvedimento nella parte relativa all’omicidio volontario ed alla violenza privata demolendo per i due fratelli di Rosarno, in atto ristretti nel carcere di Lamezia Terme, l’ordinanza del Tribunale reggino.
«In attesa che vengano depositate le motivazioni – afferma il difensore avv. Vecchio – è possibile comunque esprimere una certa soddisfazione per un provvedimento che lascia presagire, con sufficiente grado di certezza, che l’ipotesi dell’estraneità dei fratelli Stavolta a quell’evento luttuoso possa essere pienamente affermata e che si possa così concludere favorevolmente per loro la triste vicenda processuale nella quale, loro malgrado, si sono trovati coinvolti».
| GIOACCHINO SACCA’ “GAZZETTA DEL SUD” |
tribunale di reggio cal










































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