SACCO DI FIRENZE L’EX PICCIOTTO VINCENZO CURATO HA MESSO NEI GUAI CHARLY ARTURI JR, GIUSEPPE PROSPEROSO E SALVATORE SCORZA
COSENZA NEWS 22 Settembre 2008
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“SACCO DI FIRENZE” - Il Gup toscano ha disposto il giudizio immediato nei confronti di tre giovani cosentini accusati di due “colpi” consumati e di un terzo fallito. Erano in quattro e arrivavano dal Cosentino quei demoni incappucciati che tre anni fa sarebbero stati protagonisti del “sacco” di Firenze. |
CORIGLIANO - Erano in quattro e arrivavano dal Cosentino quei demoni incappucciati che tre anni fa sarebbero stati protagonisti del “sacco” di Firenze. Tra di loro c’erano insospettabili ragazzi e sospettabilissimi “picciotti” come Vincenzo Curato, ex uomo di rispetto di Corigliano, che, un paio d’anni dopo, ha iniziato a collaborare col pm antimafia Vincenzo Luberto. E proprio dalle sue “cantate” è nata l’inchiesta che ha portato all’incriminazione di: Charly Osvaldo Arturi jr, 26 anni; Giuseppe Prosperoso, 37; e Salvatore Francesco Scorza, 26. Il Gup di Firenze ha fissato il giudizio col rito immediato, nei loro confronti, per il 3 febbraio del 2009. Ma è probabile che il processo sarà anticipato dal momento che il collegio difensivo (formato tra gli altri dagli avvocati: Rossana Cribari, Lucio Esbardo e Francesco Martini) ha già chiesto l’abbreviato. La Procura contestava ai tre indagati d’aver agito con l’aggravante del nesso di mafiosità. Una circostanza che, tuttavia, il Tdl toscano, confermando nel resto pienamente l’ipotesi accusatoria, ha escluso nei confronti di Scorza.
La premiata ditta delle rapine entrò in azione alle 10.40 del 3 settembre del 2005. Curato (che evase dagli arresti domiciliari per partecipare al crimine) e Scorza erano appena arrivati dalla Calabria. Il loro obiettivo era il supermercato dove lavorava la ragazza di Arturi. Ma siccome erano al verde decisero d’assaltare le Poste di via Mayer. Un “colpo” che fruttò 1.361,20 euro. Ma qualche giorno dopo, la rapina studiata nei dettagli, quella per la quale si poteva correre anche qualche rischio, fallì. Si doveva fare irruzione nel momento in cui le guardie giurate prelevavano l’incasso del supermercato puntando alla testa dei vigilantes una pistola calibro 22. Però, qualcosa andò di traverso. La presenza dei malviventi fu notata dai poliziotti privati e ci fu anche una sparatoria. I calabresi fuggirono a bordo dell’auto di Arturi. Due giorni dopo la gang ci riprovò. Diede l’assalto alla Cassa di risparmio di Firenze mettendo assieme un bottino di poco superiore agli ottomila euro con un fuori programma: una cliente ferita con il taglierino. Il “malloppo” venne suddiviso tra i presunti banditi. Prosperoso avrebbe preso 500 euro, 400, invece, sarebbero toccati ad Arturi mentre a Scorza e Curato sarebbero andati 3 mila euro a testa. La “gola profonda” ne avrebbe consegnato, successivamente, 500 alla sua cosca. Verità presunte narrate dal collaboratore di giustizia che hanno già convinto il Gip e i giudici del Tdl.
SACCO DI FIRENZE










































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