OGGI A MONTEBELLO L’ESTREMO SALUTO A ORSOLA NICOLÒ: È LUTTO CITTADINO. INTROVABILE L’UXORICIDA FRANCESCO MANTI
REGGIO CALABRIA NOTIZIE 22 Settembre 2008
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“i funerali alle 15 nella chiese della madonna del buon consiglio a fossato” - La caccia all’uomo continua: in montagna ma anche a valle senza soluzione di continuità. L’uxoricida sembra essersi volatilizzato nel nulla assieme alla sua 156 dalla tinta inconfondibile. |
REGGIO CALABRIA - La caccia all’uomo continua: in montagna ma anche a valle. Senza soluzione di continuità pattuglie delle forze dell’ordine sono alla ricerca dell’uomo che, alle 17,15 di venerdì scorso, ha ucciso l’ex moglie a Tegani. L’uxoricida sembra essersi volatilizzato nel nulla assieme alla sua 156 dalla tinta inconfondibile.
A bordo della sua auto “verdina”, Francesco Manti si è allontanato dal luogo dell’omicidio dirigendosi verso il cuore della montagna alle spalle di Fossato, la frazione più interna del comune di Montebello Ionico. Forse ha cercato un nascondiglio in mezzo agli alberi, tra i boschi che caratterizzano il paesaggio, rendendolo gradevole allo sguardo. Quei sentieri, quegli anfratti coperti da pinete e faggeti li conosce come le sue tasche per averli battuti decine di volte quando, in compagnia di amici, si dedicava al suo sport preferito: la caccia. O forse ha pensato di attraversare la montagna per poi ridiscendere verso il litorale imboccando una delle tante strade che consentono, da direzioni diverse, di raggiungere gli abitati di Motta San Giovanni, Reggio Calabria, Bagaladi, o la superstrada ionica, oppure l’autostrada.
Mentre la macchina delle ricerche supportata da squadre cinofile, gruppi specializzati e nuclei eliportati, continua a funzionare a pieno regime, si rafforza sempre più il timore che Manti, 53 anni, autista di pullman dell’Atam, divorato dai rimorsi, possa togliersi la vita. Nel tentativo di individuare il suo nascondiglio gli inquirenti hanno anche provato a contattarlo via telefono ma senza successo. Il cellulare di Manti, infatti, risulta costantemente spento.
Tra le indiscrezioni trapelate nelle ultimissime ore è venuto fuori che il giorno dell’omicidio l’autista avrebbe dovuto essere sul posto di lavoro. Dal servizio si era però fatto esentare chiedendo una giornata di permesso. I colleghi con cui aveva maggiori contatti si erano accorti che qualcosa non andava. Manti era inquieto, nervoso. A qualcuno avrebbe addirittura parlato delle sue intenzioni, confidandogli che voleva al più presto contattare un avvocato perché pensava di risolvere, in maniera civile, qualsiasi “pendenza”.
Ieri mattina, intanto, nell’obitorio di Reggio Calabria è stata effettuata l’autopsia sul cadavere di Orsola Nicolò, 42 anni. L’esame eseguito dall’anatomopatologo incaricato dal magistrato che coordina le indagini, avrebbe confermato che la morte della donna è stata causata dalle ferite provocate dai tre proiettili che, esplosi dalla calibro 9 impugnata dall’ex coniuge, l’hanno colpita alla schiena. In particolare uno dei proiettili ha sfiorato il cuore tranciando un’arteria. È stato accertato che 8 dei 9 colpi esplosi hanno raggiunto il bersaglio. L’arma del delitto non è stata trovata. Né nell’androne della casa di via Tegani, né nel cortiletto esterno. Scappando l’assassino l’ha portata con sé. L’arma faceva parte di un mini arsenale legalmente detenuto, comprendente altre due pistole, una carabina e un paio di fucili.
A Tegani, ma non solo, le coscienze sono scosse. L’efferatezza del crimine avvenuto sotto gli occhi innocenti della figlia più piccola della coppia, ha provocato un’ondata di raccapriccio senza precedenti. Profondamente colpito, il sindaco di Montebello Ionico, Loris Nisi, ha proclamato una giornata di lutto cittadino. Per volontà del primo cittadino e di tutto il Consiglio comunale, oggi, in concomitanza con i funerali della donna, che saranno celebrati da don Carmelo Perrello alle 15 nella chiesa del Madonna Buon Consiglio a Fossato Ionico, la cittadinanza tutta si fermerà a riflettere sull’accaduto. Si fermerà a riflettere sulla forme più inaccettabili di violenza, quelle che hanno per vittime donne e bambini.
«Quanto avvenuto a Tegani – è stato il commento di Nisi – ha dell’assurdo. Forme di violenza del genere lasciano sempre senza parola, figurarsi poi quanto sono rivolti contro donne». Alle esequie parteciperanno associazioni, gruppi, movimenti ed anche le scolaresche del comune. Saranno anche presenti le componenti della Commissione pari opportunità della Regione, con in testa la presidente Antonia Lanucara.
Tornando alle indagini, gli investigatori stanno cercando di decifrare il perché del comportamento durissimo tenuto da Manti con l’ex moglie; stanno cercando inoltre di capire se ultimamente l’uxoricida avesse allacciato legami, anche di natura sentimentale, con qualcuno oggi disposto ad aiutarlo a nascondersi. Intanto, in attesa di dare l’estremo saluto alla donna che lascia tre figli, di cui due minori, sono sempre più le persone che si domandano se la tragedia poteva essere evitata. Se, cioè, considerati i rapporti tesi, difficili, spesso tumultuosi che c’erano tra i coniugi ormai separati, non si poteva fare proprio nulla per impedire che si materializzasse una tragedia di tale dimensioni.










































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