lettera aperta a silvio berlusconi - Giovedì hanno tenuto una riunione nella sede regionale dell’azienda, a Cosenza, in via Alberto Serra, per denunciare il “valzer” delle responsabilità nella collocazione in mobilità dei dipendenti.

cosenza -  Giovedì hanno tenuto una riunione nella sede regionale dell’azienda, a Cosenza, in via Alberto Serra, per denunciare il “valzer” delle responsabilità nella collocazione in mobilità dei dipendenti. Ieri hanno sottoscritto una “lettera aperta” a Silvio Berlusconi e ad Agazio Loiero investendo così della loro scabrosa situazione il capo del governo nazionale e il presidente della giunta regionale: i 140 dipendenti di Sviluppo Italia Calabria chiedono a Berlusconi e a Loiero di «attivare a breve ogni soluzione efficace a risolvere positivamente» il loro problema occupazionale. In tal modo, sottolineano nell’appello, eviteranno «che la Calabria subisca un’ennesima beffa, con la completa distruzione di un organismo di sviluppo che ha dato prova di svolgere la sua funzione con serietà e competenza». Distinte le “leve” sulle quali premono i dipendenti rivolgendosi ai due politici. Così, a Berlusconi viene ricordato che, in campagna elettorale, proprio in Calabria, il premier «ha sottolineato l’importanza del “prestito d’onore” per la creazione di nuova occupazione». E, proprio su questo fronte, sono stati oltre undicimila i posti di lavoro che essi - affermano - attraverso Sviluppo Italia Calabria hanno creato nella regione. Mentre a Loiero viene rammentato che questa società è stata la prima in Italia ad aver «certificato le proprie procedure in conformità alle normative internazionali Iso 9000 e alle norme comunitarie della Direzione generale politiche regionali della Commissione europea, proprio al fine di assicurare una corretta gestione gestione dei fondi del Pop e del Por Calabria, garantendo la qualità dei servizi erogati alle imprese e agli enti locali, in convenzione con la Regione». E in sinergia proprio con l’ente che Loiero guida - viene inoltre ricordato al presidente della giunta regionale - Sviluppo Italia Calabria ha promosso la creazione di un Centro Servizi incubatore di imprese di proprietà della Regione; l’apertura di un Euro Info Centre e di una sede di rappresentanza a Bruxelles, attivando in tal modo relazioni e progetti internazionali con le Istituzioni comunitarie, tra cui la Commissione europea e la Banca europea per gli Investimenti. L’appello a Berlusconi e a Loiero viene lanciato - evidenziano, in premessa alla loro “lettera aperta” i centoquaranta lavoratori - di fronte alla lettere dell’11 settembre con la quale il collegio di liquidatori della società ha comunicato formalmente l’avviso della loro messa in mobilità, “anticamera”, sottolineano, del licenziamento collettivo. Si tratta di un gravissimo atto, aggiungono: esso fa seguito all’affrettata messa in liquidazione volontaria dell’azienda, a fine ottobre dello scorso anno, da parte dei soci Sviluppo Italia e Regione Calabria, che «rappresenta la sconfessione di quanto previsto nella Finanziaria 2007 e negli specifici accordi stipulati i giorni 12 e 23 novembre 2007 dalle stesse Sviluppo Italia e Regione Calabria con le organizzazioni sindacali, cioè la salvaguardia occupazionale dei lavoratori della società. «Noi non rivendichiamo un semplice posto di lavori», chiosano i centoquaranta firmatari della lettera aperta, «ma riteniamo giusto voler continuare a mettere a disposizione della Calabria le nostre professionalità maturate nell’arco di oltre un decennio in una società, quale Sviluppo Italia Calabria (già Bic Calabria) che ha rappresentato un insostituibile punto di riferimento per le Istituzioni nella gestione dei Fondi regionali, nazionali e comunitari per la creazione e lo sviluppo di imprese».

servizio di antonio garro gazzetta del sud


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