OPERAZIONE TERMINATOR 2 - LEDONNE: IL VERO PERICOLO SONO I “BORGHESI MAFIOSI”
CALABRIA NOTIZIE 11 Settembre 2008
|
|
I COMMENTI A CALDO SULL’OPERAZIONE TERMINATOR - Aggredire i patrimoni occulti. Della necessità di attaccare da subito i cosiddetti “borghesi mafiosi” ha parlato ieri, in conferenza stampa, il procuratore aggiunto della Direzione nazionale antimafia, Emilio Ledonne. |
CATANZARO - Aggredire i patrimoni occulti. Della necessità di attaccare da subito i cosiddetti “borghesi mafiosi” ha parlato ieri, in conferenza stampa, il procuratore aggiunto della Direzione nazionale antimafia, Emilio Ledonne. «La nuova normativa in tema di sicurezza – ha detto il magistrato – ci consente di avere uno strumento di potenziamento delle investigazioni per individuare patrimoni illeciti. E se noi non attacchiamo i poteri economici mafiosi non avremmo risultati così importanti. Spesso – ha aggiunto – le investigazioni non “vedono” i flussi di denaro illeciti, perché il denaro arriva a terminali di riciclaggio che noi definiamo “borghesi mafiosi”, i quali prestano la loro faccia per le attività che sembrano lecite. Sono signori con la ventiquattr’ore che fanno i favori alla mafia. In questi ultimi tempi - ha proseguito il procuratore – stanno aumentando i 648 ter, ed è questo il fronte di attacco. Basta guardare i consigli di amministrazione di alcune società per vedere facce impresentabili». Per questo, secondo Ledonne, «la Dda di Catanzaro adesso deve dedicarsi all’economia criminale».
Sulla stessa linea il procuratore capo facente funzioni di Catanzaro, Salvatore Murone. Che è andato oltre, garantendo il massimo impegno: «Questa non è e non sarà l’ultima operazione contro le cosche del cosentino. È una scia investigativa che parte da lontano e preannuncia sin da ora altri sviluppi». Il lavoro d’indagine della Dia (alla conferenza stampa hanno preso parte anche Francesco Falbo, capo centro operativo Dia di Reggio, e Domenico Cannarella, capo sezione operativa Dia di Catanzaro) è stato coordinato dal sostituto procuratore della Dda Vincenzo Luberto, che ieri ha delineato i contorni di una criminalità sempre più “raffinata”: «Ci troviamo spesso al cospetto di società non capitalizzate e serve il massimo impegno per trovare le tracce di movimenti finanziari che la maggior parte delle volte avvengono in contanti. Vi assicuro che è un sistema complicato».
Positive le reazioni sul fronte politico. Il presidente della Regione, Agazio Loiero, ha sottolineato che «nella lotta alla criminalità organizzata non bisogna avere pause e va dato atto alla Dda di Catanzaro di svolgere, con successo, n’incessante azione giudiziaria per dare sicurezza ai calabresi». Ha puntato l’indice contro l’omertà l’on. Angela Napoli: «È un’omertà ancora oggi pervasiva, che certamente non aiuta gli inquirenti». Infine l’on. Rosa Vilecco Calipari: «L’inchiesta conferma i rapporti e le collaborazioni esistenti tra le cosche operanti nella provincia cosentina».
GAZZETTA DEL SUD
EMILIO LE DONNE










































Lascia un Commento