CRISI ATAM - L’AUTOBUS SI RIMETTE IN MOTO E CHIEDE STRADA. ARENA: «ORA SPERIAMO NEL NUCLEO DI VALUTAZIONE»
REGGIO CALABRIA NOTIZIE 11 Settembre 2008
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ATAM: L’ACCORDO SOTTOSCRITTO IN PROCURA con l’impegno del sindaco Scopelliti di pagare gli stipendi fino a dicembre, ha fatto cessare la protesta |
REGGIO CALABRIA - Ore 10: gli autobus dell’Atam scaldano i motori e ripartono. Il blocco del trasporto pubblico locale, deciso spontaneamente dai dipendenti esasperati per la mancata corresponsione dello busta paga di agosto, è rientrato all’esito della riunione dell’altra notte in prefettura, con l’impegno del sindaco Giuseppe Scopelliti di caricare sul Comune le anticipazioni degli stipendi fino a tutto dicembre.
Poco più di un’ora dopo, mentre i bus hanno ormai ripreso le loro linee abituali facendo tirare un sospiro di sollievo ai cittadini, nella sede di via Foro Boario l’amministratore unico Demetrio Arena e il direttore generale Vincenzo Filardo incontrano i giornalisti per fare il punto.
Ricordato che «la vicenda parte da lontano», Arena riepiloga gli avvenimenti che negli ultimi mesi hanno fatto precipitare la situazione: «Quando, nel giugno scorso, c’è stato il primo fermo, noi, con grande senso di responsabilità, ci siamo guardati bene dal partecipare allo scontro politico, anche per evitare che le nostre considerazioni potessero alimentare altre polemiche. In conseguenza di questa scelta, abbiamo dovuto subire gravi insinuazioni, come quella secondo la quale le difficoltà dell’azienda erano frutto di assunzioni sbagliate e investimenti futili. Ma ora, di fronte all’incalzare di attacchi ingiusti, ho ritenuto mio dovere rispondere per tutelare l’onorabilità dell’azienda, la dignità dei dipendenti e il mio lavoro. Io sono abituato a rendere conto del mio operato. L’ho sempre fatto e continuo a farlo. I bilanci dell’Atam sono stati sempre esposti alla luce del sole. E quello che è avvenuto in questi giorni non è successo per caso. Era inevitabile. L’avevamo abbondantemente previsto e denunciato. Restando, purtroppo, inascoltati».
Uno dei punti centrali di questa storia è la cosiddetta “vertenza del decennio”, che contrappone l’Atam alla Regione e che è tornata prepotentemente alla ribalta. «Anche in questo caso», osserva Arena, «ci hanno detto che era un pretesto per mascherare la cattiva gestione. Faccio notare che l’Atam ha sollevato pubblicamente la questione (che già in anni passati era stata oggetto di accorate sollecitazioni dell’amministratore unico Leo Pangallo) fin dal novembre 2007, in occasione della presentazione dei nuovi bus, lanciando l’allarme: attenzione che, se non si scioglie questo nodo, tra due anni non potremo pagare gli stipendi. Parole al vento. Purtroppo in Italia i problemi devono diventare drammi, sennò non si interviene». Nel novero delle cose storte va messa, ai primi posti, la pubblica ottusità della burocrazia regionale.
Ed eccoci alle scene finali: «A maggio, in prefettura, c’è stato il tavolo sul famoso “decennio”, e il cronoprogramma prevedeva la pronuncia del Nucleo di valutazione entro giugno. Sapete com’è andata. Adesso aspettiamo la decisione per il prossimo 17. Speriamo bene. Se sarà così, sarò il primo a invitare in sede l’assessore Naccari per rendergli pubblico riconoscimento».
Filardo snocciola dati e numeri per dimostrare che il management dell’azienda, in tutti questi anni, ha fatto il suo dovere, consentendo la crescita dell’Atam. E assicura: «Vogliamo trasmettere uno spirito di serenità e di verità». In tema di verità, una è certamente che l’Atam, «unica tra tutte le aziende calabresi e nazionali, non ha avuto alcun risarcimento per il decennio 1987-96». Una partita da cinque milioni di euro
GAZZETTA DEL SUD
CRISI ATAM










































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