CATANZARO. PRIMA SENTENZA SULLA MAXI-OPERAZIONE DRUG OFF: IN 18 ASSOLTI DAL GUP
CALABRIA NOTIZIE 11 Settembre 2008
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erano accusati di traffico di drog e riciclaggio auto - Due anni d’indagini, 477 capi d’imputazione contenuti in un’ordinanza di 1.971 pagine divise in cinque volumi, 69 fermi di Polizia giudiziaria, richieste di condanna da 6 a 18 anni di reclusione, e alla fine tutti assolti |
Catanzaro - Due anni d’indagini, 477 capi d’imputazione contenuti in un’ordinanza di 1.971 pagine divise in cinque volumi, 69 fermi di Polizia giudiziaria, richieste di condanna da 6 a 18 anni di reclusione, e alla fine tutti assolti: il gup Teresa Barillari mette un macigno sulla prima tranche della maxi-inchiesta “Drug Off”, scagionando tutti gli imputati che avevano optato per il rito abbreviato.
Il dispositivo della sentenza è stato letto nella tarda mattinata di ieri, mentre nelle prossime settimane saranno depositate le motivazioni. L’assoluzione riguarda, nel dettaglio: Giuseppe Voci, di Sellia Marina (Catanzaro), 52 anni; Antonio Amelio, di Taverna (Cz), 55; Franco Amelio, di Catanzaro, 27; Rosario Frustaci, detto “Sarino”, di Catanzaro, 50; Angelo Salvatore Andracchi, di Vibo Valentia, 32; Vincenzo Borsellino, di Cattolica Eraclea (Agrigento), 41; Salvatore Di Vincenzo, di Palma di Montechiaro (Agrigento), 39; Salvatore Margarita, detto “Totore”, di Napoli, 35; Giuseppe Termine, di Cattolica Eraclea (Agrigento), 33; Michele Zungri, di Rosarno (Reggio Calabria), 33; Nicola Zungri, di Gioia Tauro (Rc), 25; Gaetano Aloe, di Cirò (Kr), 30; Salvatore Papaianni, di Cirò Marina (Kr), 33; Armando Passalacqua, di Catanzaro, 37; Nicola Passalacqua, di Catanzaro, 46; Giovanni Rizzuti, di Petronà (Cz), 34; Giuseppe Ferraro, di Rizziconi (Rc), 35; Luigi Manfredi, di Crotone, 36.
Saranno processati in Tribunale il prossimo 25 novembre, invece, gli altri 56 imputati che, scelto il rito ordinario, sono stati rinviati a giudizio nei mesi scorsi. È questa la tranche principale del procedimento, visto che i 18 giudicati ieri rappresentavano – per lo più – posizioni marginali, anche se a loro carico erano state richieste condanne abbastanza pesanti. Le accuse a carico delle persone coinvolte nella mega-indagine riguardano la presunta esistenza di due associazioni “intrecciate”, dedite una allo spaccio e al traffico di droga, l’altra al riciclaggio di auto rubate.
I fermi di Pg, risalenti al luglio 2006, furono disposti dal pm Luigi De Magistris ed eseguiti dagli agenti della squadra mobile del capoluogo, in collaborazione con i colleghi delle altre province coinvolte. Oltre 500 uomini furono impiegati tra Catanzaro, Crotone, Vibo, Reggio, Agrigento, Napoli, Lecco, Lucca, Parma, Perugia, Reggio Emilia, Varese e Cosenza. Le indagini iniziarono nell’autunno del 2003, quando la sezione antidroga della Squadra mobile di Catanzaro avviò una serie di attività investigative, costituite in particolare da intercettazioni ambientali e telefoniche, servizi di controllo, perquisizioni e sequestri, che portarono all’individuazione di un presunto giro di droga. Le intercettazioni avrebbero accertato l’esistenza di trafficanti impegnati a fare la spola tra il Nord e il Sud Italia, distribuendo i pacchetti ai referenti nelle diverse città. Il fulcro operativo dello smercio sarebbe stato individuato nella fascia jonica catanzarese, in particolare a Botricello, e nel capoluogo calabrese con ramificazioni in Presila. In queste zone, ma anche nelle altre province interessate in tutt’Italia, secondo l’accusa avrebbero agito gruppi direttamente legati all’organizzazione principale.
Oltre al narcotraffico, gli uomini della Questura di Catanzaro hanno individuato un altro fronte d’interesse legato al riciclaggio di auto rubate (con base in Calabria e Campania) e al compimento di reati connessi come la falsificazione di certificati di proprietà e di assicurazione. I calabresi, secondo l’accusa, avrebbero procurato ai referenti napoletani le autovetture taroccate, con relativi documenti, per poi immetterle sul mercato. Anche in questo caso Botricello sarebbe stata, secondo l’accusa, la centrale delle operazioni. Una volta sottratte ai proprietari, le vetture, tutte di grossa cilindrata, sarebbero state portate a Napoli per essere occultate in attesa della contraffazione del telaio e dei documenti. Ipotesi d’accusa che, almeno per i 18 assolti ieri, sono completamente e definitivamente cadute.
Il collegio difensivo era composto, fra gli altri, dagli avvocati Antonio Galati, Bruno Ganino, Salvatore Russello, Silvana Aversa, Lucia Santo, Nicola Cantafora, Massimo Scuteri, Antonio Chiarella, Leone Fonte, Aldo Truncè e Stefano Nimpo.
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