COSENZA - Sette delle ordinanze di custodia cautelare sono state notificate in carcere a persone già detenute. Tra loro il boss Domenico Cicero, di 51 anni, presunto capo dell’omonima cosca di Cosenza, e Luigi Muto (46), figlio del boss Francesco Muto, detto il “re del pesce” e capo della cosca di Cetraro. Degli altri sette provvedimenti, tre non sono stati eseguiti perché i destinatari si sono resi irreperibili. In carcere le ordinanze di custodia cautelare sono state notificate anche a Mario Gatto, di 39 anni; Tommaso Gentile (50), Giacomino Guido (41), Domenico Andreoli (53) e Guido Africano (42). Tra le quattro persone che erano libere e che sono state arrestate c’é Dino Posteraro (49), titolare di un’impresa che ha eseguito buona parte dei lavori di ammodernamento del tratto cosentino dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Posteraro, in passato, è stato coinvolto nell’operazione Tamburo, condotta sempre dalla Dda di Catanzaro, proprio sui presunti illeciti negli appalti per i lavori di ammodernamento dell’A3 in provincia di Cosenza. Le altre tre persone arrestate sono Angelo Colosso, di 34 anni, Walter Marsico (41) e Mario Scofano (48). L’inchiesta ha consentito anche di individuare i responsabili di alcune estorsioni tra cui quelle fatte ai danni degli imprenditori Antonio Coccimiglio e Giuseppe Rossi, rispettivamente per i lavori di costruzione della galleria Coreca e del porto di Amantea

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