RICOSTRUITE LE VICENDE CRIMINOSE DI FINE MILLENNIO - La DIA di Catanzaro e Reggio Calabria sta dando esecuzione a 14 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Catanzaro su richiesta della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo.

E’ scattata alle prime luci dell’alba l’operazione antimafia denominata Terminator.

COSENZA - Dalle prime ore di questa mattina la Direzione investigativa antimafia di Catanzaro e Reggio Calabria ha già eseguito 11 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Catanzaro su richiesta della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo. Risultano ancora irreperibili tre degli indagati.

Nell’operazione, denominata Terminator, i reati contestati sono quelli di omicidio, estorsione e violazione della legge sulle armi, commessi con l’aggravante dell’appartenenza all’associazione mafiosa. L’indagine, che ha impegnato per oltre un anno la Dia di Catanzaro, e’ stata coordinata dal procuratore aggiunto della Dda di Catanzaro, Mario Spagnolo

In dettaglio, l’inchiesta ha portato alla luce le ragioni che determinarono alcuni omicidi nell’hinterland cosentino. Tra i delitti di cui sono stati scoperti mandanti e responsabili esecutivi vi sono quelli di Marcello Calvano, ritenuto a capo delle cosche della zona di Paola (Cosenza), e di Vittorio Marchio, esponente di vertice della criminalità cosentina, uccisi rispettivamente il 24 agosto del 1999 e il 26 novembre del 1999, il primo a San Lucido (Cosenza) e il secondo a Cosenza.

Secondo la documentazione e le informazioni trapelate dal gruppo investigativo della Dia di Catanzaro, nell’ultimo scorcio del secondo millennio, la ‘ndrangheta cosentina, ha subito un implosione interna a seguito di diverse inchieste giudiziarie. Lo scompaginamento all’interno delle ‘ndrine ha favorito l’avvio di una complessa riorganizzazione interna, basata su un nuovo organigramma di alleanze e che richiedeva l’eliminazione fisica di quanti si opponevano alla nuova consorteria mafia. Tra i soggetti colpiti dal provvedimento cautelare ne figurano alcuni ritenuti ai vertici delle organizzazioni criminali della provincia di Cosenza, come Domenico Cicero, di 51 anni, Tommaso Gentile (50), Domenico Andreoli (53), Guido Africano (42), Luigi Muto (46) e Mario Scofano (48).

CALABRIAREPORT



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