VIBO VALENTIA NOTIZIE - RASSEGNA STAMPA 25 LUGLIO
VIBO VALENTIA 25 Luglio 2008
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“rassegna stampa vibo valentia” - Il periodo di apparente tranquillità è passato.Testimoni rifiutano la scorta. «Ora basta, non possiamo vivere sotto una violenza psicologica continua» |
Lotta alla ‘ndrangheta Giuseppe Grasso e la moglie Francesca Franzè: vogliamo riacquistare la nostra libertà
vibo valentia - Il periodo di apparente tranquillità è passato. Per i testimoni di giustizia Giuseppe Grasso e Francesca Franzè, si torna nel limbo dell’inferno, della sofferenza. Giorno dopo giorno partono relazioni di ammonimento che nella migliore delle ipotesi si traducono in richiami ufficiali e diffide da parte degli uffici competenti. Anche se non mancano le denunce e gli arresti, quando il testimone di giustizia finisce per litigare con qualcuno della scorta. Una situazione difficile, che assume dei contorni a dir poco grotteschi perché un testimone di giustizia, che ha denunciato e fatto arrestare esponenti delle cosche e del clan Mancuso, con processi ancora aperti e con sentenze di condanna già incassate, viene trattato come un pacco da scaricare ad ogni costo. Una pratica da archiviare.
«Da qualche giorno, con il rientro in servizio del solito maresciallo – dice Francesca Franzè – ci risiamo. È stato vietato a mia suocera, che dovevamo portare a fare delle visite, di salire sull’auto della scorta. Pertanto, siamo stati costretti a prendere la nostra auto… Mi devono spiegare perché queste cose non succedevano fino a qualche giorno fa con altri uomini della scorta…».
Insomma, il tira e molla si ripete: da una parte gli uomini della scorta invitano Grasso a “rigare dritto”, o a “fare il bravo ragazzo”, dall’altra un testimone di giustizia, che per problemi caratteriali non riesce ad incassare, e replica per le rime perché soffre terribilmente tutte le limitazioni. Situazioni di intolleranza soprattutto quando il Grasso si accorge di essere seguito, magari cerca di attirare l’attenzione della scorta e nessuno lo ascolta o lo prende sul serio.
Una situazione difficile di fronte alla quale nessuno sembra abbia intenzione di risolvere o di venirne a capo. E così la famiglia Grasso vive nel disagio più assoluto, in un dualismo continuo con quelle persone che sarebbero preposte alla loro tutela.
«Adesso basta – dice Francesca Franzè – non ne possiamo più con questa guerra psicologica. Siamo stanchi di tutto. Non vogliamo più scorte e non vogliamo più macchine che ci girano attorno. Che ci lascino nella nostra pace. Ma sia chiaro che se dovesse succedere qualcosa ai miei figli e alla mia famiglia, allora qualcuno ne dovrà rispondere. Ho informato anche gli uomini del Nop di Reggio Calabria».
Una denuncia, l’ennesima, quella di Francesca Franzé, che, tuttavia, non intende arrendersi. «No, una cosa è certa, se qualcuno pensa di ostacolarci, o ritiene di manovrare per chiuderci la bocca allora si sbaglia di grosso perché noi, da soli, senza scorta e senza nulla, andremo ugualmente avanti e saremo presenti in tutti i processi per dire la verità e per combattere contro coloro i quali ci hanno fatto del male. Per quanto mi riguarda – aggiunge la donna – non ci faremo intimidire, imbavagliare o bendare, ma proseguiremo sulla nostra strada consapevoli e coscienti che nonostante i segnali lanciati, esistono ancora uomini e organi istituzionali in grado di continuare a lottare contro la mafia e la massoneria deviata».
Francesca Franzè coglie, inoltre, l’occasione per ricordare che tutte le incomprensioni ed i litigi con gli uomini della scorta altro non sono che «delle provocazioni continue tendenti a delegittimare i testimoni di giustizia. Ora ci manca solo che venga chiesta una perizia psichiatrica e allora la frittata è fatta, in quel caso il testimone di giustizia Giuseppe Grasso non sarà più attendibile… Quello che vogliamo è di essere lasciati in pace, senza scorta, senza alcuna tutela. Vogliamo riacquistare la nostra libertà».
gazzetta del sud
Emergenza idrica a Serra San Bruno, il sindaco ai cittadini: evitate gli sprechi
serra san bruno - Emergenza idrica nel comune di Serra San Bruno. Il sindaco Raffaele Lo Iacono lancia l’allarme a tutti i cittadini: «Non usate l’acqua, se non per necessità. Evitate gli sprechi. Non fate utilizzi impropri». Il tutto è prescritto in un’ordinanza apparsa sui muri cittadini nei giorni scorsi e sono prefigurate ammende molto salate per i trasgressori e per quanti vengono sorpresi ad abusare del prezioso liquido per tutta la durata del periodo estivo.
A consigliare di limitare i consumi d’acqua è stata, per prima, la Sorical, che è la maggiore fornitrice del comune la quale ha dato comunicazione al primo cittadino che non è in grado di aumentare la quantità d’acqua attualmente erogata nel caso la stessa non dovesse bastare a coprire il fabbisogno della popolazione durante il periodo estivo. Ma si sa per certo che d’estate il consumo d’acqua aumenta non tanto per gli sprechi che si fanno, quanto per l’incremento del numero delle persone residenti che durante il periodo estivo non solo raddoppia ma, a dir poco, triplica.
A fronte di questa situazione la quantità d’acqua distribuita durante il periodo estivo non può essere la stessa di quella distribuita nel periodo invernale. Una richiesta d’aumento dell’erogazione alla società fornitrice appare, pertanto, inevitabile e rientra nel normale andamento del flusso annuale. Il fatto che, quest’anno, la Sorical non può garantire il soddisfacimento del fabbisogno minimo costringe l’amministrazione comunale a fare appello alla collaborazione dei cittadini. Ciò serve ad evitare il rischio di mandare a secco i rubinetti delle abitazioni proprio quando la gente ha più bisogno del prezioso liquido per gli utilizzi di prima necessità. È paradossale il fatto che l’abitato di Serra il quale per tutto l’anno naviga nell’acqua, essendo circondato da torrenti, sia costretto a restare all’asciutto proprio nel periodo estivo. A limitare i danni, comunque, ci sono i serbatoi comunali la cui portata non è, però, sufficiente a soddisfare le esigenze della cittadinanza.
gazzetta del sud
Vibo valentia - Il 30 luglio la città resterà sveglia .Una notte di arte cultura, teatro e grande musica
vibo valentia - Sulla scia delle grandi città europee anche la “Notte Bianca” vibonese (30 luglio), metterà a disposizione di cittadini e turisti un ventaglio d’iniziative allo scopo di far vivere ogni angolo della città per un’intera notte. Tanti gli eventi, proposti in una splendida cornice artistica e culturale con al centro una città intrisa di storia. L’iniziativa è stata presentata, ieri a palazzo “Luigi Razza” dall’assessore alla Cultura Enzo Romeo, dal sindaco Franco Sammarco, dal neo assessore al Turismo Giovanni Colace, dalla dirigente Adriana Teti e dal giornalista Antonello Nusdeo. «Vogliamo partire da un approccio diverso – ha detto Romeo – rispetto alle normali notti bianche, per offrire un’immagine culturale di una città che vuole farsi conoscere, proponendo momenti di grande intensità».
Ogni evento, infatti, mira a coinvolgere e valorizzare chiese, piazze, palazzi, monumenti. Anche i negozi potranno rimanere aperti per l’intera notte, beneficiando della grande affluenza di gente. «Unico neo – ha puntualizzato il sindaco – i fondi risicati messi a disposizione della Regione». «In effetti, è grazie anche allo sponsor ufficiale, Vibo Center – ha puntualizzato Romeo – se abbiamo potuto inserire qualcosa in più». La notte bianca si “accenderà” con uno spettacolo di artisti di strada, “Funny Planet” e “Tamburi e Giganti”, che si esibiranno sul corso Vittorio Emanuele alle 21,30. Alla stessa ora alla biblioteca si terrà il concerto di musica classica, “Piano e voce”.
Alla scalinata della Cerasarella esporranno le loro opere alcuni artisti locali, mentre dalle ore 19 all’archivio di Stato verrà inaugurata una mostra documentaria su “Costume e società”. Dalle 22 in poi, in via Alighieri (parco giochi), il Teatro nazionale dei burattini intratterà i bambini. Alle 23 concerto del gruppo “Voce e notte”, alla stessa ora in piazza Diaz si terrà un concerto di musica Jazz. Dalle 22 al castello saranno proiettati documentari di archeologia subacquea. E per finire all’alba, al parco delle Rimembranze, cappuccini e cornetti per tutti.
gazzetta del sud











































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