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“UN FATTO ANOMALO ” - E’ questa la prima chiave di lettura data dagli investigatori all’agguato nel quale mercoledì, a Santo Stefano d’Aspromonte, è stato ferito a fucilate, Rocco Musolino |
SANTO STEFANO D’ASPROMONTE - Un fatto “anomalo”. E’ questa la prima chiave di lettura data dagli investigatori all’agguato nel quale mercoledì, a Santo Stefano d’Aspromonte, è stato ferito a fucilate, Rocco Musolino, di 81 anni, indicato come il “boss della montagna”. Musolino è ricoverato nell’ospedale di Reggio Calabria, ma le sue condizioni non sono gravi. Insieme a Musolino è rimasto ferito in modo lieve Agostino Priolo di 40 anni. L’uomo è considerato uno dei capi carismatici della ‘ndrangheta. E proprio il suo carisma criminale ha fatto si’, rilevano gli investigatori, che tutta la zona fosse sotto il suo controllo senza che ci siano mai stati segnali di contrasto o di ribellione. Ed è per questo che l’agguato contro Musolino, viene definito “anomalo” dagli investigatori stanno cercando di appurare se vi sia il tentativo di qualcuno di tentare una scalata ai vertici della cosca. Alla fine degli anni ‘90, Musolino fu accusato di essere il mandante dell’omicidio del boss Giorgio De Stefano, assassinato in Aspromonte il 7 novembre 1977. Condannato in primo grado, fu poi assolto in appello. Con lui fu arrestato anche Giuseppe Piromalli, capo dell’omonima cosca di Gioia Tauro. Al momento, però, secondo le prime indagini condotte dai carabinieri di Villa San Giovanni, non vi sarebbero elementi per ipotizzare un collegamento tra il tentato omicidio e l’operazione condotta nella Piana con il fermo di 18 presunti affiliati alla cosca Molé-Piromalli. (ANSA)











































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