OPERAZIONE UOVA DEL DRAGO: CONVALIDATI ARRESTI DEL LATITANTE FRANCESCO FORTUNA E DEI PROPRIETARI DELLA VILLETTA
NDRANGHETA TODAY 25 Luglio 2008
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“SI INDAGA SUI FAVOREGGIATORI” - Le indagini vanno avanti in maniera piuttosto spedita. L’arresto di Francesco Fortuna, scovato in una villetta con un blitz in località Bitonto, lascia ancora senza risposta una serie di interrogativi. |
VIBO VALENTIA - L’on. Napoli: ora bisogna fare piena luce attorno a certe protezioni
Le indagini vanno avanti in maniera piuttosto spedita. L’arresto di Francesco Fortuna, scovato in una villetta con un blitz in località Bitonto, lascia ancora senza risposta una serie di interrogativi. In primo piano le armi micidiali e il lampeggiante, simile a quelli in uso alle forze di polizia. Le squadre Mobili di Catanzaro e Vibo si chiedono a che cosa poteva servire un arsenale di questa portata. In secondo luogo, si cerca di capire se Francesco Fortuna, ritenuto un elemento di primo piano del clan Bonavota, sfuggito all’operazione Uova del Drago, sferrata dai carabinieri nell’ottobre dello scorso anno a Sant’Onofrio, dal giorno in cui ha avuto inizio la sua latitanza sia rimasto sempre nella villetta di Bitonto di proprietà di suoi parenti – Maria Fortuna e Roberto Ceraso, anche loro finiti in carcere nel blitz dell’altra notte per favoreggiamento e detenzione illegale di armi. Al vaglio degli inquirenti, anche la posizione della ragazza trovata insieme a Fortuna, la cui identità non è stata resa nota. In questo caso però in città si è innescata una violenta ondata di voci, condite de veleni e vendette, che nulla hanno a che vedere con le indagini e sulle quali gli investigatori mantengono il massimo riserbo. Addirittura per cercare di “imboccare” il nome da divulgare si è mosso pure il “corvo” facendo recapitare una lettera anonima alla redazione di Gazzetta del Sud. Vigliaccate inaccettabili e da censurare sotto tutti i punti di vista.
L’attenzione in questo momento è tutta rivolta sulla pericolosità della cosca Bonavota. Vicenda sulla quale interviene anche l’on. Angela Napoli: «Credo proprio che nessuno possa più continuare a sottovalutare la potenzialità, la pericolosità, la pervasività e le protezioni di cui godono i vari uomini delle cosche della ‘ndrangheta dell’intero territorio Vibonese».
Secondo quanto sostiene l’on. Napoli, deputato del Pdl, e componente della commissione Giustizia della Camera, «l’operazione dell’altro ieri «Cento anni di Storia» , che ha inciso pesantemente contro le cosche della Piana di Gioia Tauro, Piromalli-Molè-Alvaro, – rileva la parlamentare – ha distolto l’attenzione dalla cattura del latitante Francesco Fortuna, appartenente al clan Bonavota di Sant’Onofrio, avvenuta sempre nella stessa giornata dell’altro ieri. Oltre alla “caratura” del Fortuna, non possono essere sottovalutati il luogo della cattura – sostiene Angela Napoli – e l’arsenale ritrovato a disposizione del latitante. Appare davvero preoccupante dover apprendere che il Fortuna gestisse la sua latitanza in una confortevole villetta della stessa città, in compagnia della fidanzata, della quale – fa rilevare – non si conosce il nominativo, ed in possesso di un arsenale idoneo e pronto per attuare attentati».
Stamane il gip competente per territorio terrà l’udienza di convalida nei confronti delle persone arrestate nel blitz dell’altra notte, ovvero di Francesco Fortuna (difeso dagli avvocati Sergio Rotundo ed Enzo Gennaro), Maria Fortuna e Roberto Ceraso (difesi dall’avv. Costantino Casuscelli). A vario titolo rispondono di detenzione di armi e favoreggiamento in concorso.
NICOLO LOPREIATO X LA GAZZETTA DEL SUD











































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