“emerso sistema endemico di corruzioni e collusioni ” - Nel mirino della Procura terreni, ville e quote societarie. Misura nell’ambito dell’indagine su appartenenti alla polizia municipale di Giugliano

napoli - Beni per un valore di 500 milioni di euro sono stati sequestrati durante l’operazione promossa dalla Squadra Mobile di Napoli, in collaborazione con il commissariato di polizia di Giugliano-Villaricca. Oggetto della misura cautelare sono stati 90 particelle di terreno e 151 fabbricati, tra cui numerose ville, appartamenti e box.

I sequestri hanno interessato numerose città del centro Italia Giugliano, Villaricca, Villa Literno, Carinola, Marciano della Chiana, Napoli, Numana, Qualiano, Santa Maria a Monte, Recanati, Roma, Sirolo. Un’operazione a 360° che, dunque, non ha coinvolto esclusivamente i comuni della Campania, ma anche la capitale e le località marchigiane. Nel mirino degli agenti non sono finiti soltanto beni materiali. I poliziotti hanno, infatti, sequestrato anche patrimoni aziendali e quote azionarie di 20 società che operano in vari settori commerciali e, in particolare, in quello immobiliare. Edifici, quote, ma anche beni di lusso tra cui sei automobili e un’imbarcazione.

 

Sequestri che sono stati disposti per dare seguito al decreto emesso dal Gip presso il Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura della Repubblica-Direzione distrettuale antimafia. La misura cautelare reale, rendono noto dalla Procura, «è stata applicata nell’ambito dell’indagine che il 20 maggio 2008 ha portato all’arresto di 23 appartenenti al Corpo della polizia municipale del Comune di Giugliano, in Campania, di tre funzionari dell’ufficio tecnico dello stesso Comune, di undici imprenditori e di due tecnici di fiducia di alcuni di questi ultimi». Secondo le informazioni fornite dagli inquirenti, l’indagine ha portato alla luce un sistema endemico e generalizzato di corruzioni e collusioni tra settori dell’imprenditoria edile e pubblici ufficiali del Comune di Giugliano, cui sono demandati i compiti di controllo delle attività urbanistiche sul territorio e di contrasto del fenomeno dell’abusivismo edilizio.

«In particolare - aggiunge la Procura - è emerso che gli appartenenti alla polizia municipale ricevevano sistematicamente somme di denaro o altre utilità, o comunque ne accettavano la promessa, per compiere atti contrari ai doveri d’ufficio, consistiti nell’omettere o ritardare di denunciare oppure d’intervenire e procedere al sequestro in relazione a lavori abusivi in atto presso cantieri edili e nell’omettere d’impedire ai committenti dei lavori e ai custodi di violare i sigilli».

mriv



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