CATANZARO – MULTIPIANO ACCOLTO IL RICORSO DELLA GATTO COSTRUZIONI, LE RAGIONI DEL TDL
CATANZARO NOTIZIE 20 Giugno 2008
| «È insussistente il fumus commissi delicti del reato in contestazione e nei termini in cui risulta contestato». | |
Multipiano di Via Argento |
È perentorio il Tribunale del Riesame nel disporre il dissequestro dell’edificio multipiano di via Argento, completato ormai per il 98% dalla “Gatto costruzioni”. Le motivazioni per le quali il Tdl ha accolto il ricorso della moglie dell’ing. Giuseppe Gatto |
– titolata a fare istanza di dissequestro in quanto proprietaria di una parte dell’edificio – sono state depositate ieri mattina e notificate agli avvocati Francesco Pullano e Giuseppe Tropiano. Dalle motivazioni dei ricorrenti, secondo il collegio presieduto dalla dott.ssa Adalgisa Rinardo e composto dai giudici Pietro Scuteri e Francesco Agnino, «si evince che quanto realizzato coincide con quanto assentito e che l’edificio così come realizzato è contenuto nell’area di sedime non instabile (e non interessante i costoni) così come identificata dalla nota Procopio-Bellagamba del 30 dicembre 2001».
Insomma, per il Riesame «l’assenza di difformità dal permesso a costruire induce allo stato degli atti ad escludere l’astratta configurabilità del reato così come contestato agli indagati». E ancora «non può ipotizzarsi l’astratta configurabilità del reato per omessa comunicazione allo sportello unico. In merito – scrivono i giudici del Tdl – appare sufficiente evidenziare che lo sportello unico previsto dalla normativa (l’art. 93 del Testo unico) non risulta essere stato istituito presso il Comune di Catanzaro».
Da qui l’accoglimento del ricorso e l’annullamento del decreto che disponeva il sequestro preventivo d’urgenza dell’edificio, disposto dal procuratore capo facente funzioni Salvatore Murone e dal pm Salvatore Curcio e successivamente convalidato dal gip Antonio Battaglia. I sigilli sono stati già rimossi dall’edificio e gli operai (circa 150) sono tornati al lavoro per il completamento dell’immobile destinato ad uffici, abitazioni private e parcheggi.
Il ricorso della moglie dell’ing. Gatto segue quello presentato precedentemente – e rigettato dal Tdl – dalla società costruttrice dell’edificio. Decisiva ai fini della decisione del Riesame è stata la perizia di parte depositata dalla difesa, che secondo gli avvocati Pullano e Tropiano ha smontato punto per punto le tesi della Procura della Repubblica. Gran parte della controversia – e ovviamente dell’inchiesta penale, tuttora in corso – verte sull’utilizzo dei costoni del Musofalo. Secondo i periti della Procura, circa un terzo della superficie coperta del multipiano sarebbe stata realizzata a ridosso del costone del Musofalo, in un’area che – stando alla tesi dell’accusa – è da classificarsi come instabile e quindi sottratta alla costruzione. Di parere opposto la “Gatto costruzioni, che – forte della perizia di parte dell’ing. Salvatore Saccà, presidente dell’Ordine degli ingegneri di Catanzaro – sostiene «la piena e chiara rispondenza del fabbricato alle disposizione di legge in materia urbanistica, edilizia e sismica» e ribadisce che «il fabbricato realizzato non ha interessato i costoni».
Il sequestro, disposto dal procuratore capo facente funzioni Salvatore Murone e dal pm Salvatore Curcio, è stato effettuato lo scorso 15 maggio. Il provvedimento d’urgenza è stato successivamente confermato dal gip il 26 maggio. È scattato quindi il primo ricorso al Riesame a firma della “Gatto costruzioni”, ma l’esito è stato negativo; la relativa decisione del Tdl è stata formalizzata il 4 giugno. E siamo così arrivati a giovedì scorso, con la discussione del ricorso della moglie di Gatto e il deposito del provvedimento, stavolta positivo.
L’inchiesta della Procura, intanto, prosegue. Al vaglio di Murone e Curcio c’è la posizione di 7 persone iscritte nel registro degli indagati per reati edilizi; si tratta dell’ing. Giuseppe Gatto, del fratello Fabio, dei co-progettisti Franco Casale e Maria Grazia Michetti, del direttore dei lavori Antonio Aulicino, e ancora di Vincenzo Frustaci, Alfonso Libico e Valerio Matera. L’indagine riguarda l’iter autorizzativo e realizzativo dell’edificio del valore stimato di 20 milioni di euro, con doppio accesso da via Argento e da via Pugliese.
Gazzetta del Sud
Multipiano di Via Argento










































Lascia un Commento