A scriverlo sono i magistrati della Dda di Reggio Calabria nel corposo (700 pagine) provvedimento di fermo.

Catanzaro - Dalle indagini che ieri hanno portato al fermo di 31 presunti affiliati alla ‘ndrangheta per infiltrazioni negli appalti di grandi opere pubbliche emerge ”la complicita’ della societa’ Condotte Spa nell’agevolare gli interessi del cartello criminale”.

A scriverlo sono i magistrati della Dda di Reggio Calabria nel corposo (700 pagine) provvedimento di fermo. In particolare, secondo i magistrati, tramite Terenzio D’Agui’, socio dell’impresa omonima per la fornitura di calcestruzzo e ritenuto affiliato alla cosca Talia di Bova Marina, strettamente legata ai Morabito di Africo, la Condotte avrebbe favorire l’aggiudicazione di un subappalto nei lavori per l’ammodernamento della statale 106, ”ad un’impresa evidentemente ‘gradita’ ai gruppi criminali operanti nel territorio interessato dai succitati lavori”. Nel provvedimento di fermo, la Condotte viene piu’ volte citata e vengono evidenziate anche alcune anomalie, tipo quella che ha visto la societa’ rivolgersi ad un fornitore non per rivedere al ribasso i costi previsti, ma per ”distribuire i costi in modo diverso, proponendo addirittura un costo complessivo superiore a quello offerto dalla ditta”.



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