SFIORATA LA TRAGEDIA PER UN INUTILE DIVERBIO

SERRA SAN BRUNO - Quattro giovani dai 16 ai 22 anni sono stati bloccati dalla Polizia di Stato subito dopo aver sparato alcuni colpi di pistola contro un pullman carico di pellegrini. Nessun ferito

Dei quattro, soltanto uno Biagio Dominelli, 22 anni, falegname, e’ stato arrestato, mentre gli altri tre, essendo minorenni, sono stati denunciati a piede libero con l’accusa di spari in luogo pubblico e danneggiamenti in concorso tra loro a vario titolo.. A sparare comunque e’ stato uno dei minorenni, un carbonaio di diciassette anni S.L. Il fatto e’ avvenuto nella giornata di ieri a Serra San Bruno, un comune nel vibonese, dove la comitiva di fedeli dalla provincia di Reggio Calabria, approfittando della giornata festiva, si era recate in pellegrinaggio per una preghiera al fondatore della ‘Certosa’ San Bruno di Colonia, protettore della cittadina montana. La scintilla che poi ha determinato il deprecabile episodio, la sparatoria, ha avuto inizio intorno alle 18 nei pressi della chiesetta, accanto al laghetto dentro cui e’ immersa la statua del Santo, a pochi passi dalla ‘Certosa’, la prima struttura che il certosino costrui’ appena arrivato tra quei boschi tanti secoli fa. A quell’ora due giovani del luogo, il Dominelli quello finito in carcere ed il diciassettenne che ha poi materialmente ha sparato contro il pulman, mentre transitavano a bordo di uno scouter, si sono messi a schernire due anziane donne, suscitando la reazione degli uomini della stessa comitiva, che li hanno presi a calci allontanandoli. Quest’ultimi, hanno fatto finta di battere ritirata, ma in effetti si sono armati di una pistola 7,65, hanno chiamato altri due giovani e si sono appostati lungo la via del ritorno del pullman per vendicarsi sparando contro tutta la comitiva alcuni colpi di arma da fuoco di cui fortunatamente uno solo ha attinto il mezzo su una fiancata senza provocare danni alle persone. Dopodiche’ il quartetto, non sapendo di trovare sul luogo gli agenti del commissariato di Serra San Bruno che con in testa il dirigente Onofrio Marcello e l’ispettore capo Giovanni Cosentino, senza farsi notare stavano scortando la comitiva fin dal primo momento della lite, sono stati colti in flagranza di reato e bloccati.



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